mercoledì 20 giugno 2018

La frenata del Prc Toscana sul percorso di Potere al Popolo


Lo stralcio del documento del Prc Toscana dove si frena sul percorso per Potere al Popolo che era stato condiviso dall' assemblea di Napoli di Potere al Popolo del 26 27  maggio.Di seguito il documento integrale:

"Per questi motivi, il percorso intrapreso da Pap non può essere considerato strategico nella forma in cui ha deciso di strutturarsi dopo l’assemblea nazionale di Napoli: quello che doveva essere un fronte unitario di lotta si sta avviando al congresso fondativo di un nuovo Partito, anche se si usano altri termini per definirlo. Là dove c’è organizzazione, per noi comunisti, c’è sempre un passo avanti in ottica rivoluzionaria, ma non se ciò avviene a scapito di organizzazioni già esistenti. In questa rappresentazione appare evidente che il PRC non possa accettare alcuna forma di doppio tesseramento, mascherato da sottoscrizione di 10 euro, e che non possa cedere sovranità né a Pap né ad altri eventuali progetti dove ciò si prefigura."
Pubblichiamo il documento approvato dal Comitato politico regionale toscano del Partito della Rifondazione Comunista
Sono trascorsi ormai mesi dalle elezioni del 4 di Marzo e si è insediato un nuovo governo del paese. Nessuno può più dubitare del fatto che la destra (classicamente intesa) abbia vinto e che la tornata elettorale abbia generato uno spostamento notevole di elettorato. La sinistra, sia quella rappresentata da LEU, sia quella di alternativa rappresentata da PAP, esce pesantemente sconfitta. La crisi del partito neocentrista, il PD, appare irreversibile. Il consenso nel paese del governo giallo-verde è in aumento nel popolo ed indica, proprio perché avviene sulla questione dei migranti, uno sfondamento culturale. Una fase di questo tipo non si manifesta all’improvviso. Le politiche del centrosinistra degli ultimi decenni, l’accelerazione causata dalla crisi e dalla conseguente austerità, imposta dall’UE ed accettata come dogma, hanno preparato il terreno ad una svolta che non appare ora di breve periodo. Le politiche neoliberiste non hanno trovato una sensibile resistenza sul piano sociale ed hanno indebolito un sindacato che appare privo, ormai, di visione politica.
Il blocco sociale del lavoro è ormai distrutto e atomizzato, oppresso dalla precarietà, ormai decennale, e dal Job Act. Il programma del governo Lega-M5S riporta le relazioni sociali alle dinamiche ottocentesche, introducendo la FlatTax, e il sindacato confederale appare non in grado di riaprire un conflitto generale. In questa situazione occorre avviare una riflessione profonda e non occasionale o semplicemente legata alle scadenze elettorali.

Per quanto riguarda l’analisi del voto amministrativo, bisogna anzitutto notare che l’affluenza generale è di media inferiore, anche non di poco, alle politiche di marzo e alle amministrative di cinque anni fa. Il Movimento Cinque Stelle ha subito un tracollo, perdendo milioni di voti rispetto al risultato delle politiche e andando al ballottaggio solo in realtà secondarie. Si registra inoltre una significativa debacle del Partito Democratico, soprattutto se si sommano i voti assoluti anche con le ultime elezioni politiche, tanto più con le amministrative precedenti. Ricordiamoci che spesso il crollo del PD è mitigato dalla moltiplicazione delle liste satelliti (civiche o meno) che in molti casi, anche in Toscana, sono state novelle rappresentanti di una nuova forma di voto utile, cioè quello del “fronte democratico” contro le destre. Si è verificato insomma un referendum sulle paure più bieche fomentate dalla destra, una polarizzazione evidente, resa spesso solo apparente per l’inseguimento che in molti casi PD e cosiddetto centrosinistra hanno fatto dei temi e delle ricette della destra. Nonostante questo, analizzando i numeri possiamo dire che le liste plurali d’alternativa hanno ottenuto risultati dignitosi, in particolare in Sicilia, Calabria in Liguria e soprattutto ad Ancona e a Pisa.
In Toscana il risultato migliore è stato raggiunto proprio a Pisa, in quanto la coalizione Diritti in Comune aumenta di poco in voti assoluti. Un buon risultato si è ottenuto anche a Campi Bisenzio con Pap e il candidato sindaco Ballerini (del PRC), mentre a Siena non si può dire di aver avuto un esito secondo le attese, con Pap poco sopra il 2% e soprattutto Sinistra per Siena che perde otto punti rispetto alle scorse amministrative. Situazione di Siena che andrà analizzata attentamente, sia per le dinamiche interne alla nostra coalizione sia per l’assenza, come a Campi, dei Cinque Stelle. Tutto sommato buon risultato anche a Massa, dove vi è un significativo aumento di voti rispetto alle elezioni politiche e dove il candidato sindaco, consigliere uscente di Rifondazione, ottiene un centinaio di voti in più rispetto alla lista stessa. A Pietrasanta, la lista di sinistra comunista presentata avanza in termini assoluti e di percentuale rispetto a PAP.
Ciò che sta accadendo in questi giorni, l’avanzare della barbarie razzista e fascistoide nel governo e nel popolo italiano, costringe alla costruzione di un soggetto sociale e politico della trasformazione che non può non misurarsi sul continente europeo. Alle politiche delle destre nazionaliste che si saldano da un lato all’altro dell’Atlantico bisogna rispondere con l’unità delle forze antiliberiste e anticapitaliste del Vecchio Continente, sia nel conflitto sociale sia nella rappresentanza politica. Noi pensiamo che in questo quadro il PRC abbia compiti e ruoli.

Rifondazione Comunista arriva a questa fase fortemente indebolita, ma non distrutta. Pensare ad uno scioglimento, come forse sperano/auspicano compagni di strada più o meno vicini, sarebbe un errore storico e priverebbe le classi subalterne di uno strumento utile.
Per queste ragion il Comitato Politico Regionale del PRC della Toscana ritiene che il primo e principale compito di questo collettivo di militanti sia proprio il rafforzamento teorico ed organizzativo del nostro Partito, senza il quale ogni azione di resistenza e di conflitto risulterebbe debolissima. Le priorità attuali devono essere:

1. Continuare nello sforzo della ricerca della Rifondazione Comunista e dei suoi compiti del terzo millennio. La pur lodevole iniziativa della tre giorni di Spoleto non può essere certamente sufficiente e la discussione va depurata dagli elementi polemici legati alle vicende del giorno per giorno.

2. L’organizzazione per un partito comunista è un pezzo fondamentale del senso dell’esistenza politica. Da anni ci diciamo che la forma attuale, cioè la forma del “partito di massa”, sostanzialmente ancora quella del “Partito Nuovo” di togliattiana memoria, non è più efficace. Abbiamo, negli anni scorsi, utilizzato due strumenti per ripensarla: l’inchiesta sul Partito e la conferenza di organizzazione. I risultati di quel percorso, seppur positivi, sono rimasti lettera morta. Occorre ricominciare e in Toscana lo stiamo facendo, utilizzando i medesimi strumenti e dandogli le gambe. La nostra “cassetta degli attrezzi” conserva una freschezza sorprendente: utilizziamola.

3. Autonomia del PRC: a qualsiasi percorso di breve periodo si sia deciso di partecipare, essa non può essere messa in discussione e deve essere praticata da tutto il Partito, dai gruppi dirigenti di qualsiasi livello alle/ai militanti. Per questi motivi, il Partito deve sviluppare nelle sedi formali (Conferenza Programmatica, Conferenza delle lavoratrici/lavoratori) un’ampia e approfondita discussione che porti alla definizione di un Programma Generale (strategico) e di un Programma Minimo di Fase in cui siano individuati alcuni punti imprescindibili su cui costruire campagne pubbliche finalizzate al radicamento sociale tra le classi subalterne e sfruttate, e da presentare alla discussione e al confronto politico con le realtà con le quali, nella reciproca autonomia, si intende costituire un polo alternativo.

4. Uscire fuori dalla cerchia politica e militante: il dialogo e la costruzione di basi comuni con le altre realtà sociali, politiche, d’associazione e quant’altro è necessario, ma non sufficiente. Per troppi anni il nostro Partito si è avvolto nelle spire di un infinito dibattito su con chi fare alleanze elettorali, lotte, mobilitazioni. E’ tempo per noi di ricominciare a ragionare, in termini di contenuti e di comunicazione degli stessi, su come riavvicinare quell’enorme fetta di proletariato che ha coscienza della propria pessima condizione materiale, ma che non ha una vera e propria coscienza di classe: occorre attivare una vera e propria battaglia politico-culturale, accanto a quella politico-sociale, per l’egemonia sui settori popolari e proletari, che oggi si ritrovano ad accettare supinamente ideologie disfattiste e disgregative avanzate da realtà politiche che si pongono come alternative allo sfacelo dei diritti degli ultimi anni, ma che di fatto non lo sono. In quest’ottica, il lavoro sociale nelle masse è un tassello importante, ma non può essere considerato il fulcro fondamentale dell’agire politico di un partito comunista.

5. Autofinanziamento del PRC: non è più sufficiente la resistenza a cui abbiamo dato vita in questi anni, per sostenere un Partito organizzato nei territori occorre rafforzare gli strumenti tradizionali , 2xmille, feste, cene e sottoscrizioni ma anche iniziative economiche di tipo diverso. A tale scopo proponiamo di organizzare un gruppo di lavoro regionale ad hoc che si occupi esclusivamente di questo tema.

6. Tesseramento: il tesseramento non può essere considerato come elemento di finanziamento del partito quanto, piuttosto, forza del radicamento territoriale legato non ad elementi episodici ma alla costruzione di un’identità, ideale e politica, del PRC. Richiamiamo, per questo, tutte le strutture del partito ad uno sforzo straordinario che consenta a Rifondazione della Toscana di recuperare il terreno perso in questi anni.
Solo con uno strumento efficace e coeso, ideologicamente ed organizzativamente, potremo svolgere il nostro compito di breve periodo: la costruzione di un Fronte antiliberista e anticapitalista o Quarto Polo realmente plurale e democratico, aperto ad associazioni e soggetti politici, ma che non si comprometta con nuovi centrosinistra che sono stati causa del disastro. Il PRC deve assumere il ruolo di promotore e collante di tale fronte.

Per questi motivi, il percorso intrapreso da Pap non può essere considerato strategico nella forma in cui ha deciso di strutturarsi dopo l’assemblea nazionale di Napoli: quello che doveva essere un fronte unitario di lotta si sta avviando al congresso fondativo di un nuovo Partito, anche se si usano altri termini per definirlo. Là dove c’è organizzazione, per noi comunisti, c’è sempre un passo avanti in ottica rivoluzionaria, ma non se ciò avviene a scapito di organizzazioni già esistenti. In questa rappresentazione appare evidente che il PRC non possa accettare alcuna forma di doppio tesseramento, mascherato da sottoscrizione di 10 euro, e che non possa cedere sovranità né a Pap né ad altri eventuali progetti dove ciò si prefigura. Simili percorsi potranno essere valutati solo al termine di un’esaustiva discussione sul nostro profilo politico strategico, costruita senza automatismi e con meccanismi autenticamente democratici, diversi da quelli populisti che spesso si sono rivelati quelli dell’assemblearismo puro e semplice; sarà il inoltre necessario tornare ad affrontare adeguatamente il tema del lavoro, in ottica non solo ma anche elettorale, che ci attende in e per l’Europa da qui ad un anno. Prospettiva, quella europea, che è il vero banco di prova su cui interrogarci – senza derogare o delegare – per la costruzione di percorsi che possano recuperare quel senso comune necessario – nella società prima ancora che nelle urne – ad indicare una via diversa – non settaria ma ben definita nei suoi confini – a quelle di destra che il quadro politico attuale pare offrire.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
COMITATO REGIONALE TOSCANO

giugno 2018

martedì 19 giugno 2018

UE- Sanzioni alla Crimea confermate senza discussione dai ministri europei dell’ agricoltura. Sarà lo stesso copione per le sanzioni alla Russia in scadenza il 31 luglio ?



Il 18 giugno 2018 il Consiglio Europeo ha rinnovato per un anno le sanzioni economiche alla Crimea introdotte dopo il referendum che nel 2014 decise il ricongiungimento della penisola alla Russia e l’ abbandono dell’ Ucraina.

La sessione del Consiglio Europeo era dedicata all’ agricoltura e alla pesca e i paesi membri dell’ Unione erano rappresentati dai ministri dell’ Agricoltura, per l’ Italia era presente il ministro Centinaio della Lega Nord.

Il comunicato stampa sul rinnovo delle sanzioni è stato pubblicato alle 10,30 e la riunione ha avuto inizio alle 10,10. Nel programma della giornata non c’è nessun accenno alle sanzioni alla Crimea, non so se c’è stato qualche passaggio formale di votazione.
Sicuramente non c’è stata discussione.

Le sanzioni dell' Unione alla Russia sono in scadenza il 31 luglio 2018 e basterebbe il veto di un solo paese per costringere l’ Unione Europea a non rinnovarle automaticamente con un copia incolla.

La formalità sarà gestita invece alla solita maniera, con un rinnovo automatico ?

E’ probabile, e nella sostanza andrà sicuramente così. La vera sede dove vengono decise le sanzioni dell' Unione Europea sembra essere il G7 e non il Consiglio Europeo.

A meno di sorprese, eventuali differenze dal solito copione saranno solo di facciata.

Marco

venerdì 15 giugno 2018

Se fossero stati occidentali ? Migranti, la disumanità dei 12 corpi senza vita scomparsi


Volevo scrivere un post sui 12 corpi senza vita di migranti, abbandonati in mare dalla nave militare USA Trenton. Ho letto poi su il manifesto un aggiornamento sull' episodio, e quanto successo mi appare ancora più disumano di quanto pensassi.

Mi sembrava inverosimile che una nave militare USA non potesse portare a terra 12 cadaveri. E volevo sfogare la mia indignazione in alcune righe. Ma sul manifesto di oggi sono stati chiariti altri dettagli che riporto.

La nave della ONG tedesca Sea Watch è stata contattata dalla Trenton ed informata che la nave USA stava caricando a bordo una quarantina di migranti naufraghi e avrebbe dovuto recuperare 12 cadaveri. La Sea Wacth avrebbe dovuto portare i naufraghi sulla terra ferma. Il trasbordo dei migranti sulla nave tedesca non è poi avvenuto perché nelle 24 ore successive non sono arrivate certezze su eventuali approdi in Italia.  La Trenton allora si è diretta verso la Sicilia con i 40 naufraghi.

E i 12 cadaveri ?

Inizialmente silenzio,

in un secondo momento la spiegazione data dagli statunitensi è stata questa: prima sono stati salvati i naufraghi , una volta portati a bordo i superstiti, i militari sono tornati per recuperare i corpi senza vita che però non sono stati trovati.

Io non credo a questa versione e mi auguro che esca fuori qualche parente dei morti nel naufragio a pretendere spiegazioni più convincenti e sicure. Qualcosa potrebbe dire anche chi si è salvato e sta arrivando in Sicilia.

Sarà difficile per giornalisti chiedere notizie ai migranti, visto lo stato di polizia in cui viviamo. Mi auguro però che tra gli operatori che seguiranno le persone nella loro accoglienza in Italia qualcuno abbia la mia stessa curiosità e indignazione.

Marco Palombo

lunedì 11 giugno 2018

Digiuno per evitare che il governo Conte Salvini DiMaio diventi un nuovo governo Tambroni


Domani osserverò un giorno di digiuno contro l' atteggiamento del governo Conte-Salvini-DiMaio sulla questioni migranti. Lo farò per evitare che l'esecutivo M5S-Lega si trasformi in un nuovo governo Tambroni

Scrivo queste note alle 15,20 dopo aver letto che la Spagna accoglierà i 600 migranti attualmente sulla nave Aquarius.

Ho pensato all' idea di digiuno un paio di ore prima quando la tensione sul caso sembra senza sbocco.

Avevo appena commentato ad alcuni amici, qualcuno simpatizzante del M5S, che Salvini se continuava qualche giorno sulla posizione di chiusura dei porti, rischiava di finire con il suo governo, perchè oggi è ormai chiaro a tutti che questo è il suo governo, come il governo Tambroni del 1960, spazzato via da manifestazioni di piazza e scontri a Genova nel mese di luglio.

Questo mio timore di scontri violenti era rinforzato dal ricordo di Genova 2001, un altro luglio con un governo di centrodestra appena eletto, e dall' atteggiamento sopra le righe della polizia domenica  27 maggio a Roma quando veniva contestato il Giro d' Italia partito da Israele e tutti si aspettavano in serata il varo del governo Conte, poi rinviato in extremis per la candidatura del prof. Savona al ministero dell' Economia.

Ho pensato allora che dovevamo provare ad incanalare la rabbia in modo costruttivo, non riducendo il conflitto ma indirizzandolo su obiettivi migliori per tutti.

Ho trovato invece dopo le 15.00 una situazione diversa e la possibilità di un calo di tensione. Rimane aperto invece il problema, e dobbiamo cominciare ad affrontarlo con forza.

Per questo domani martedì 12 giugno farò un giorno di digiuno, solo acqua e caffè, e sabato sarò in piazza al corteo che vedrà alla testa i compagni di lavoro di Soumayla residenti nella tendopoli di San Ferdinando di Puglia.

Un piccolo gesto che comunico a pochi. Ma mi piacerebbe provare a condividere con altri un modo nonviolento di contrastare le politiche violente contro i migranti.

Ne riparleremo
Marco

venerdì 8 giugno 2018

Sanzioni UE alla Russia,il 31 luglio Italia decisiva. Necessaria infatti l'unanimità dei paesi membri dell' Unione.


Il prossimo 31 luglio il Consiglio Europeo, probabilmente alla presenza dei ministri degli esteri, discuterà il rinnovo di alcune sanzioni alla Russia.

Per rinnovare il provvedimento è necessaria l' unanimità, e le sanzioni possono essere varate in genere per 12 mesi. In questo caso invece il rinnovo avviene ogni sei mesi.

L' Italia sarà dunque decisiva. 
Se il 31 luglio prossimo  il nostro ministro degli esteri non approverà il rinnovo delle sanzioni, queste cesseranno e dovrà essere trovata una nuova soluzione.

Il governo Conte potrebbe dunque essere protagonista di una scelta internazionale rilevante. E' difficile però prevedere il comportamento della compagine governativa per ora guidata da Salvini e Di Maio quasi esclusivamente con battute propagandistiche ma con scarsa autorevolezza.

Di seguito la notizia delle sanzioni rinnovate il prossimo 31 luglio e la procedura necessaria al rinnovo. Compresa la necessità di unanimità dei paesi membri dell' Unione.

Marco Palombo 

Andrea Pipino

 Internazionale.it  8 giugno 2018

"L’Unione europea ha anche imposto sanzioni economiche che limitano l’accesso della Russia ai capitali, alle tecnologie e alle armi europei. Varati per la prima volta nel luglio del 2014, questi provvedimenti sono stati prorogati di sei mesi in sei mesi. La prossima scadenza è fissata al 31 luglio."

http://www.consilium.europa.eu/it/policies/sanctions/adoption-review-procedure/

Adozione di una decisione del Consiglio

Le misure restrittive sono stabilite nelle decisioni del Consiglio in materia di politica estera e di sicurezza comune (PESC), su proposta formulata dall'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (AR).
Le misure proposte sono quindi esaminate e discusse dai pertinenti organi preparatori del Consiglio:
  • il gruppo del Consiglio responsabile per la regione geografica cui appartiene il paese in questione (ad esempio il gruppo "Europa orientale e Asia centrale" (COEST) per l'Ucraina e la Bielorussia, il gruppo "Mashreq/Maghreb" per la Siria o altri organi preparatori)
  • il gruppo dei Consiglieri per le relazioni esterne (RELEX)
  • se necessario, il comitato politico e di sicurezza (CPS)
  • il comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper II)
Successivamente il Consiglio adotta la decisione all'unanimità.
Se la decisione del Consiglio prevede il congelamento dei beni e/o altri tipi di sanzioni economiche e/o finanziarie, tali misure devono essere attuate mediante un regolamento del Consiglio......

.....Adozione di un regolamento del Consiglio

Sulla base della decisione PESC del Consiglio, l'alto rappresentante e la Commissione presentano una proposta congiunta di regolamento del Consiglio.
Tale proposta viene esaminata dal gruppo RELEX e trasmessa al Coreper e al Consiglio per adozione. Il Consiglio informa quindi il Parlamento europeo circa l'adozione del regolamento del Consiglio.
Il regolamento definisce l'esatto campo di applicazione delle misure e le modalità della loro attuazione. In quanto atto giuridico di portata generale, il regolamento è vincolante per qualsiasi persona o entità (operatori economici, autorità pubbliche, ecc.) all'interno dell'UE.

Processo di riesame

Tutte le misure restrittive in vigore sono costantemente riesaminate per garantire che continuino a contribuire al conseguimento dell'obiettivo dichiarato.

Risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU

Le misure restrittive adottate nel contesto dell'attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non hanno una data limite. Esse sono modificate o revocate senza indugio in seguito a una decisione delle Nazioni Unite a tal fine.

Regimi sanzionatori misti

Anche le disposizioni dell'ONU sono a tempo indeterminato. Le disposizioni autonome dell'UE sono riesaminate almeno ogni 12 mesi.

Misure restrittive autonome

Le decisioni del Consiglio che impongono misure restrittive autonome dell'UE si applicano solitamente per un periodo di 12 mesi, mentre i corrispondenti regolamenti del Consiglio non hanno scadenza.
Prima di decidere di prorogare una tale decisione del Consiglio, quest'ultimo riesamina le misure restrittive. A seconda dell'evolversi della situazione, il Consiglio può decidere in qualsiasi momento di modificarle, prorogarle o sospenderle temporaneamente.

giovedì 7 giugno 2018

Il M5S inizia comprando gli F-35, su questo copre e imita il PD


Avrei dovuto mettere il punto interrogativo al titolo, ma ho dato per sicuro l' acquisto degli F-35 da parte del nuovo governo Conte-Salvini-Di Maio perchè sogno di essere smentito. Non ho alcuna simpatia per il nuovo governo ma non mi sta simpatico neanche il gigantesco sistema militare USA ed è molto più dannoso, uccide moltissimo di più, dell' attuale esecutivo.


Naturalmente il Pd è più ipocrita del M5S ed aveva costruito la sua forza nei decenni passati su aspirazioni completamente contrarie a quelle della NATO, e lo stesso "pacifismo moderato" non ha mai seriamente tentato di fermare l' acquisto degli F-35 o la vendita delle armi all' Arabia Saudita. Ha sempre fatto finta, perchè i governi di centrosinistra sono sempre (in questo momento solo a livello locale)  loro amici.

M.P.

Pinotti compra altri 8 caccia F35 all’insaputa delle nuove Camere

La denuncia dell'Osservatorio Milex sulle spese militari. 150 milioni di euro l’uno: è il costo medio reale calcolato per gli F35 dall’ultima relazione della Corte dei Conti. Ma da 22 jet entro il 2021, ora si passa a 30 velivoli di 
«Imbarazzante» e «patetico», è così che il Times di Londra ha definito il volo inaugurale dei primi caccia supersonici F35 modello Lightning II consegnati dalla casa produttrice Lockheed Martin alla Raf, la Royal Air Force. È bastato un po’ di pioggia e il volo dalla Carolina del Sud alla base di Marham nel Norfolk è stato annullato. I modernissmi aererei multiruolo con tecnologia stealth per teatri di guerra lontani che i generali britannici si preparavano a festeggiare in pompa magna, sono rimasti a terra.
Da notare che si tratta degli stessi, identici, modelli di jet – progettati, sulla carta, per resistere ai cyberattacchi, a decollo verticale, non intercettabili e così via – che l’Italia ha recentemente comprato in blocco – in numero di otto – aumentando in un sol colpo e in modo considerevole il già costosissimo (730 milioni di dollari nelle ultime previsioni della Corte dei conti) programma di ammodernamento della flotta di cacciabombardieri tricolori.
A scoprire questo nuovo e ancora non pattuito acquisto dei lotti 13 e 14 è stato, proprio pochi giorni fa, l’Osservatorio sulle spese militari italiane Milex, attraverso una nota diffusa direttamente dal Pentagono. Costo in più per l’Italia: 10 milioni di dollari, che ora la nuova ministra della Difesa Elisabetta Trenta sarà impegnata a sborsare anche di controvoglia.
L’incertezza politica sul nuovo esecutivo italiano – si capisce dal rapporto Milex – ha indotto i partner statunitensi a premere sull’ex ministra della Difesa Roberta Pinotti perché firmasse di corsa l’acquisto degli altri otto aerei, nonostante la titolare del dicastero fosse in prorogatio di mandato, con gli scatononi già pronti. La firma porta la data del 25 aprile, cioè proprio mentre l’Italia, con un po’ di apprensione per i possibili ricorsi storici, festeggiava la Liberazione.
Con quel semplice tratto di penna è così andato in fumo gran parte del risparmio sul programma di acquisizioni di F35: dagli iniziali 131 previsti si era passati a 90 aerei in tutto, grazie a una battaglia parlamentare che aveva visto l’appoggio anche degli eletti della passata legislatura del Movimento Cinque Stelle, partito che oggi esprime la titolare della Difesa.
La Corte dei conti, nella relazione sulla spesa per gli F35 dell’anno scorso, metteva per altro in guardia da vari inconvenienti, tra cui ad esempio lo scarso impatto occupazionale (solo 6.300 posti di lavoro come picco nel 2019). Altro problema segnalato dalla Corte riguarda il continuo aumento dei costi di sviluppo del progetto, lievitati di oltre il 50% nella fase di sviluppo, nella quale si sono riscontrati «errori e carenze di progettazione» pesanti. Soprattutto per il tanto decantato e mai garantito « decollo verticale», come si è visto nei cieli del Norfolk.
Questa fase, che prevedeva gli aggravi di costo a carico del partner statunitense, è finita a maggio. Da adesso i costi di «retrofit» sono in testa ai partner europei, Italia in testa visto che la base di Cameri sarà l’unica ad assemblare i pezzi fuori dagli Usa.
E Pinotti invece di «sottrarsi a ulteriori acquisti» ha preferito comprare il pacchetto a prezzo calmierato. Senza neanche discuterne con il nuovo Parlamento.

mercoledì 6 giugno 2018

Salvini eletto in Calabria, grazie a Scopelliti, condannato poco dopo



Giuseppe Scopelliti dal "vota Salvini" al carcere
Diventa definitiva la condanna a oltre 4 anni per l'ex governatore della Calabria. In un mese è passato dalla campagna elettorale a sostengo della Lega alla galera per aver falsificato i bilanci di quando era sindaco di Reggio. Ma non è l'unica ombra calabra che pesa sul Carroccio
L'Espresso
DI GIOVANNI TIZIAN
05 aprile 2018

Dal sostegno elettorale alla Lega di Matteo Salvini al carcere di Reggio Calabria. Un mese intenso, quello di Giuseppe Scopelliti. Prima la campagna per il voto del 4 marzo con il suo nuovo Movimento nazionale per la sovranità- fondato insieme a Gianni Alemanno, sotto processo per finanziamento illecito in un filone scaturito da Mafia Capitale- a sostegno della Lega. Poi, chiusa la parentesi delle politiche, nei giorni delle consultazioni, ecco che arriva la condanna a 4 anni e 7 mesi per falso in atto pubblico confermata dalla Cassazione con l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. La vicenda risale a quando Scopelliti era sindaco di Reggio: l'accusa condivisa dai giudici è di aver falsificato i bilanci comunali.

Un'altra tegola per la narrazione legalitaria di Matteo Salvini, che  dopo gli arresti di ieri in Sicilia  e l'indagine su i due volti più noti della Lega al Sud, deve fare i conti con il verdetto contro Scopelliti, che per la Lega ha fatto campagna elettorale nel suo feudo elettorale, a Reggio Calabria.


L'appoggio è stato proficuo, garantedo in provincia di Reggio un buon risultato, vicino al 7 per cento, in un territorio che ha accolto con favore l'endorsmente dell'ex governatore, il quale è riuscito a piazzare nelle liste del partito di Salvini anche suoi candidati.

Superato lo Stretto, infatti, i Salvini boys non hanno nulla a che spartire con la tradizione democristiana che ritroviamo da Palermo a Catania. Qui prevale il nero degli eredi politici del Movimento sociale. L'alleanza politica sui territori è stata fatta, appunto, con Giuseppe Scopelliti Scopelliti. Lui, però, non si è candidato, proprio per non creare imbarazzo al Capitano della nuova Lega sovranista. La condanna, in effetti, è arrivata. Ma c'era anche un'altro macigno che pesa sull'ex governatore della Calabria: è in attesa di capire l’evoluzione di un’inchiesta dell’antimafia sul livelo occulto della ‘ndrangheta, in cui è indagato. Tuttavia, i dirigenti della Lega non hanno esitato a incassare il sostegno di Scopelliti.

Anzi, l’ex governatore e già sindaco di Reggio ha lavorato dietro le quinte, mettendo a disposizione il suo blocco elettorale mobile che fa gola a molti. E, visto il risultato, ha funzionato. Dal canto suo Scopelliti non rinuncia certo a piazzare sue pedine nelle liste. Una su tutte: Tilde Minasi, fedelissima fin dalla prima giunta comunale. Lei non è stata eletta. A differenza del segretario della sezione calabrese della Lega-Noi con Salvini: Domenico Furgiuele, un passato nella Destra di Storace, e, ora, fresco deputato.

Quando Furgiuele era un ultras del Sambiase ha collezionato un Daspo, che la Questura affibbia solo ai tifosi più agitati. Una delle prime apparizioni di Matteo Salvini in Calabria è del 2015, quando insieme a Furgiuele hanno organizzato una conferenza stampa all’Aerhotel Phelipe, di proprietà della famiglia dell’imprenditore Salvatore Mazzei, suocero di Furgiuele. Il parente del candidato di Salvini a Lamezia ha i beni sotto sequestro dall’antimafia. Lui rigetta ogni accusa, sostiene di essere una vittima, forte anche di un assoluzione da un processo per concorso esterno. Di certo, però, Mazzei è sfortunato nella scelta dei partner: un suo vecchio socio, imprenditore delle sale bingo, è stato pizzicato di recente dalla guardia di finanza di Lamezia per una presunta bancarotta fraudolenta.

Dettagli per Furgiuele. Che ha così ormai quasi rimosso dalla memoria quel passaggio di un informativa della polizia in cui viene tirato in ballo per aver offerto alle persone sbagliate due stanze dell’hotel di famiglia, lo stesso in cui Salvini è stato ospite tre anni fa. I detective che indagavano su un caso di omicidio del 2012, infatti, scoprono che i sicari dopo la spedizione hanno alloggiato nel quattro stelle senza pagare alcunché. «Erano ospiti del signor Domenico Furgiuele, genero del signor Mazzei, proprietario dell’Hotel», si legge nel documento anticipato dall'Espresso nell'inchiesta di copertina sui "Legami pericolosi" della Lega di Salvini. L’episodio non ha avuto alcun rilievo penale, Furgiuele non poteva immaginare che quelli fossero gli autori del grave delitto. Si era fidato di un amico, a sua insaputa coinvolto con quella gentaglia. «Un equivoco, solo un equivoco. L'ho chiarito nelle sedi opportune, infatti non sono indagato. Parliamo d'altro?» ha dichiarato a Repubblica subito dopo il voto. Una storiaccia, insomma, da dimenticare. Furgiuele, ora, è concentrato sul futuro governo.

Di certo, però, dal sostegno di Scopelliti ( il condannato) al deputato con il suocero-imprenditore sospettato dall'antimafia, la Lega in Calabria rischia di sembrare già vecchia. Un po' come nella vicina Sicilia.