sabato 30 gennaio 2021

M5S armi ai Saud colpa di Renzi. Il governo Renzi finì a dicembre 2016......

Sono sinceramente contento della notizia che annuncia la revoca di licenze per la vendita di armi all' Arabia Saudita.

Il commento del sottosegretario Di Stefano credo che sia però da conoscere, 
"E' stata bloccata " una vergognosa eredità " lasciata da Renzi." da Avvenire 30 gennaio 2021
 
Il governo Renzi è terminato nel dicembre 2016.

Gentiloni, una volta divenuto premier dopo Renzi, è più volte intervenuto a difendere la legittimità della vendita di armi ai Saud, con motivazioni anche errate,
" Non c'è nessun embargo internazionale". Il giubilo delle ONG per l' applicazione della 185, legge italiana, smentisce questo concetto più volte ripetuto dall' attuale commissario italiano all' Unione Europea.

La ministra della Difesa Pinotti una volta affermò che essendo la RWM Italia di proprietà tedesca l' Italia non aveva nessun potere sulle  vendite di questa società. ma la RWM Spa è una società con sede legale in Italia e quindi segue le leggi italiane.

Ed anche Di Stefano difese in commissione la vendita di armi ai Saud da parte della Rwm, e lo fece con gli stessi argomenti di Gentiloni.

Per non parlare di Di Maio che affermò che andava cambiata la legge 185, perchè non era sufficiente a bloccare la vendita di armi ai sauditi.

Una volta si diceva che le bugie hanno le gambe corte, non è più vero neanche questo, siamo governati da bugiardi seriali.

Marco

giovedì 21 gennaio 2021

25 gennaio, giornata mondiale contro la guerra allo Yemen. In Italia appuntamenti a Roma e Genova, per ora.


Circa 300 associazioni pacifiste di tutto il mondo hanno aderito alla giornata mondiale contro la guerra allo Yemen che si svolgerà il prossimo 25 gennaio. Manifestazioni si svolgeranno in alcuni paesi, molte negli USA, ma grande è anche  l’ adesione di associazioni e reti del Regno Unito. Altri apporti arriveranno da Italia, Spagna, Francia, Germania, Canada, India.

In Italia per ora gli appuntamenti previsti sono due:

A Roma a Piazza Monte Citorio, ore 15- 17,30, lanciato dalla Rete No War Roma e dalla Wilpf.

A Genova presidio dalle 16,30 proposto dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali a Ponte Etiopia.

Ma altre realtà italiane hanno aderito all’ appello internazionale, al 21 gennaio: Pax Christi, Sardegna Pulita, impegnata contro la vendita all’ Arabia Saudita delle bombe prodotte a Domusnovas, il Comitato per la riconversione della RWM di Domusnovas, il Comitato No Muos-NoSigonella , il Centro Sereno Regis di Torino,  Carovane Migranti, la Rete Antirazzista Catanese, il Forum contro la guerra, il Comitato pace convivenza Danilo Dolci di Trieste, il Coordinamento Ossola Solidale, l’ Associazione Oltre il Mare, l’ Associazione Albatros, Abbasso la guerra, Federazione Regionale Europa Verde Liguria.

Al link di seguito trovate l’ elenco, aggiornato al 21 gennaio, delle oltre 300 associazioni che in tutto il mondo hanno dato la loro adesione alla giornata di mobilitazione, e l’ appello tradotto in inglese, francese, arabo, spagnolo.

https://www.stopwar.org.uk/world-says-no-to-war-on-yemen-25-jan-2021/

Mentre il collettivo autonomo dei portuali di Genova ha allestito una pagina Facebook, “ Il mondo dice no alla guerra allo Yemen” 

https://www.facebook.com/events/409437093715101                                                   

 che potrebbe essere il riferimento principale per chi in Italia vuole dare, almeno negli ultimi giorni, un contributo alla riuscita della giornata di lotta. 

Spero in ulteriori adesioni collettive ed individuali alla giornata contro la guerra in Yemen, una guerra sanguinosa e una catastrofe umanitaria. Arabia Saudita ed alleati bombardano senza pietà sul paese utilizzando armi e munizioni che Regno Unito, Stati Uniti ed anche Italia continuano a fornire nonostante le proteste di molti movimenti.

Le proteste disturbano molto i governi occidentali complici, ma per fermare il loro appoggio alla guerra occorrono decisione, continuità e il coordinamento tra tutti i gruppi pacifisti.

 

venerdì 15 gennaio 2021

Nelle regioni con meno vaccinati aumentano le presenze nelle terapie intensive. Nel resto di Italia no. Un dato vero che non dimostra niente ma fa sperare.



E’ un dato molto parziale, una speranza e non una analisi, ma lo segnalo.

Le regioni che hanno vaccinato una percentuale minore di persone rispetto alla popolazione,

Puglia, Calabria, Sardegna, Basilicata,

vedono un aumento delle presenze nelle terapie intensive,

mentre l’ Italia nel complesso è sostanzialmente stabile.

Insieme, Puglia, Sardegna, Basilicata, e Calabria, aumentano le presenze nelle terapie intensive da 197 a 245. Una variazione in percentuale attorno al 25%.

 Mentre l’ Italia è sostanzialmente stabile e passa da 2.555 a 2.557 presenze nelle terapie intensive.

Nelle prossime settimane avremo dati più significativi, ma mi diverte essere tra i primi a segnalare dati che potrebbero essere positivi. Potrebbe anche dimostrarsi un dato casuale, ma comunque è un dato vero.


Marco

giovedì 14 gennaio 2021

Una collaborazione tra Centro Gandhi Pisa e il giornale online Ildialogo,org . Alcuni ricordi per augurare buon lavoro

 


Vedo con molta simpatia la collaborazione ufficiale tra il Centro Gandhi onlus e il Dialogo.org.

Il Centro Gandhi, soprattutto con Rocco Altieri ma anche con altri che ho incontrato frequentando la Onlus pisana, mi ha introdotto alla cultura della nonviolenza con la competenza che conoscete e con grande ospitalità. Li ho conosciuti nel 2001 e abitavo all' Isola d' Elba. Qualche volta ho fatto tre ore di viaggio nel pomeriggio per incontri che si tenevano la sera e la mattina successiva ripartivo da Pisa alle 4 per aprire all' Elba il negozio alle 9.00.

Il Dialogo.org ha invece dato sostegno a campagne pacifiste a cui ho partecipato, saltuariamente o con grande coinvolgimento.

Nel 2007, dopo il famoso voto sulle missioni militari che per l' astensione di Ferdinando Rossi e Turigliatto provocò una crisi del governo Prodi, ildialogo.org ospitò un appello da cui nacque la rete Semprecontrolaguerra. I pilastri erano il gruppo di Firenze e quello romano dove il riferimento principale era Nella Ginatempo. Qui la convocazione del primo incontro a cui ho partecipato, il Marco tra i primi firmatari dell' appello comunque non sono io, quasi sicuramente è Marco Sodi di Firenze. 

https://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/noguerra/notizie/incontrofirenze23022007.htm


Nel 2007 la rete Semprecontrolaguerra, insieme alla rete Disarmiamoli, al Partito Umanista, ai Cobas, fu protagonista di molte iniziative pacifiste che ebbero il loro massimo successo nel giugno, in occasione della visita di Bush a Roma. Quel giorno 100.000 persone manifestarono per le strade di Roma, convocate da Semprecontrolaguerra, Disarmiamoli, Cobas, partito Umanista, e i piccoli partiti PCL e Sinistra Critica che erano appena nati dopo scissioni da Rifondazione Comunista. Nello stesso momento l' associazionismo di centrosinistra che sosteneva il governo Prodi, erano presenti anche Un Ponte per..., Rifondazione, Arci, CGIL, faceva un presidio nella grande Piazza del Popolo con meno di mille presenti.

Dal 2011 abito a Roma, e Giovanni Sarubbi con ilDialogo.org ha sempre appoggiato le iniziative della piccola rete No War Roma, che ho frequentato, con più o meno assiduità, fino allo scoppio della pandemia. Iniziative che, nonostante il numero limitato di partecipanti, una decina gli attivisti romani, altri amici sparsi tra Napoli, Milano e il resto della penisola, hanno spesso infastidito, soprattutto per merito di Marinella Correggia, che alla passione che avevamo tutti, unisce capacità e competenze fuori dal comune.

Una attivista della rete No War, M.C.,nel 2013 prova invano a spiegare a Kerry, segretario di stato USA, che NATO e petromonarchie nel tentativo, ancora non riuscito, di sconfiggere la Siria, stanno preparando il terrore globale dell' Isis, che a quel momento operava solo in quel paese. Il Califfato fu proclamato poi nel 2014, con territori in Siria e Iraq.


Giovanni Sarubbi  non l' ho mai incontrato di persona in queste occasioni ma è sempre stato presente nelle discussioni email e qualche volta si è collegato online a dibattiti che erano organizzati a Roma. 

Insomma l' incontro, webinar, di sabato 16 gennaio, con protagonisti Centro Gandhi e ildialogo.org,  mette insieme tre momenti diversi di attività contro la guerra che mi hanno visto presente e che ricordo positivamente.

Auguro quindi a tutti un buon lavoro, e soprattutto mi auguro che sia l' inizio di qualcosa che continuerà anche nel prossimo futuro. Io sono sempre stato sicuro, anche negli ultimi difficili anni, che potenzialmente il movimento pacifista italiano avrebbe potuto tornare ad essere molto forte. Nella realtà non siamo riusciti a rilanciarlo. Lo spartiacque, ne sono certo, è stato il governo Prodi 2006-2008. Ma il movimento poteva essere forte, incisivo e indipendente, anche dopo quel momento, anche senza il sostegno di un forte e pacifista Partito della Rifondazione Comunista.

Non ci siamo riusciti dicevo, ma non è detto però che non riusciremo, naturalmente coinvolgendo generazioni nuove, nel prossimo futuro.

Provarci è giusto, e nei libri e negli articoli di Tolstoi, Capitini, M.Gandhi, troverete molti motivi razionali per farlo. E la cosa migliore per orientarsi e non perdersi nella lettura molto vasta dei classici della nonviolenza è farsi consigliare dal Centro Gandhi.


Marco

venerdì 8 gennaio 2021

Appello di Anchise e altre 20 associazioni al Presidente Mattarella per la tutela della salute fisica e psichica nelle Residenze Sanitarie


LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  ITALIANA

Al Signor Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale

00187 - Roma

 

Egregio Signor Presidente,

ci rivolgiamo a Lei con urgenza, per richiamare l’ attenzione sulla sofferenza delle persone anziane e delle persone disabili, ospiti delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e  delle RSD (Residenze Sanitarie per disabili). Nella maggior parte dei casi si tratta di individui fragili, con disabilità fisiche, sensoriali e intellettive, molto spesso non autosufficienti.

Oltre alla tragedia dei 10.000 decessi dovuti al Covid-19, avvenuti nelle RSA, e anche nelle RSD, con apice nel periodo tra marzo ed aprile 2020, il tema che in questi mesi ha costantemente segnato la vita di migliaia di anziani e dei loro familiari è la chiusura delle strutture e la conseguente impossibilità degli incontri con i parenti. I nostri cari vivono in isolamento sociale da oltre 10 mesi:  sicuramente non si aspettavano di concludere il loro percorso esistenziale in questo modo così doloroso, privati anche dell’ ultimo saluto.

I dati relativi ai ricoveri in ospedale e ai decessi delle persone più vulnerabili, impongono la necessità di riesaminare la normativa e la logica che sta alla base dell’ attuale sistema assistenziale, sociale e sanitario , che in molti casi non ha garantito misure sufficienti di tutela della salute di anziani e disabili.

Diverse famiglie, dopo aver riscontrato un’ inadeguata gestione sanitaria da parte di RSA e RSD, hanno presentato alle Autorità Giudiziarie denunce ed esposti, che sono stati e continuano ad essere archiviati. Questo fatto risulta per noi molto grave, perché crediamo che compito della giustizia sia ascoltare i cittadini e far emergere la verità.

I nostri cari sono lontani dalle famiglie, isolate dalle misure di restrizione, che contribuiscono ad acuire lo spaesamento e la solitudine, accelerando in molti casi la fine della loro vita. Parliamo di nonni e nonne ma anche di madri , padri, fratelli e sorelle, cittadine e cittadini italiani.

Il bisogno di carezze e degli sguardi accoglienti dei famigliari, che trasmettono vicinanza ed amore, sono fondamentali, tanto quanto le cure prodigate dal personale sanitario. Una sola parola di affetto può aiutare gli anziani e i disabili ad affrontare le difficoltà della vecchiaia e della malattia. E’ necessario che i pazienti non vengano privati della continuità affettiva e relazionale, che è parte integrante della cura della persona.

Signor Presidente , non facciamo del sentimentalismo, ma parliamo di necessità e diritti: ci rivolgiamo a lei in quanto garante del rispetto dei principi costituzionali.

Ci siamo costituiti come Comitato Nazionale Famiglie per rappresentare i diritti delle persone ospiti nelle RSA e nelle RSD in diverse Regioni del nostro Paese.  Cerchiamo quotidianamente di impegnarci con civiltà e rispetto delle istituzioni, ma anche con grande fermezza, affinché il sacrificio dei nostri cari deceduti in solitudine e di quelli ancora oggi in vita, possa essere un forte stimolo per un’ azione concreta e tempestiva, per un totale ripensamento delle politiche assistenziali.

Ci battiamo per questo e pretendiamo di entrare nelle strutture per rivedere i nostri cari.

Signor Presidente, chiediamo un Suo intervento, affinché vengano rispettate le linee guida del Ministero della Salute e della Commissione presieduta da Monsignor Paglia, che purtroppo sono state completamente disattese. Chiediamo che sia garantito in ogni situazione il diritto inviolabile alla salute fisica e psichica, sancito dalla nostra Carta Costituzionale e fondamento dei Diritti Umani.

Siamo certi che lei, Signor Presidente, abbia piena coscienza dell’ importanza di questi temi e auspichiamo un Suo pubblico richiamo ad essi all’ inizio di questo nuovo anno.

La preghiamo di accogliere l’ espressione della nostra profonda stima.

 

Il Presidente del Comitato ANCHISE

Antonio Burattini

 

Hanno aderito all’ appello

Medicina democratica Onlus,  Comitato Parenti RSA di Mandello del Lario , Gianfranco Vitale “Autismo, Persone, Bisogni, Diritti “ ,

Gruppo RSA Unite del Trentino, Associazione MAI SOLI a.p.s., Comitato Familiari e ospiti di CASA STERNI, Di. A.N.A.  Associazione Diritti Non Autosufficienti Onlus, LIBRO VERDE Comitato Regionale Familiari e Operatori, Comitato Regionale Familiari Vittime  e Degenti  Cra/RSA ,

 Associazione Angeli Custodi – tutela dei diritti civili e umani Ospiti Case di Riposo, A. GE. CEM. Onlus Associazione genitori Centro Educazione Motoria, Comitato Civico Cori,

Coordinamento Cittadino Sanità, CUB Sanità, CUB Pensionati, Comitato Parenti Madonna del Rosario Civitavecchia, USB Pensionati, Coordinamento regionale Sanità del Lazio,

 Assemblea Riapriamo Villa Tiburtina, Coordinamento Romano Aec, Comitato Forum ex ARTICOLO 26

 

Anchise Comitato nazionale

Famiglie RSA – RSD – Sanità  e-mail cnf.rsarsdsanità@gmail.com

 

giovedì 7 gennaio 2021

Genova, era in una Casa di Riposo e non in una RSA l' anziana deceduta dopo essere stata vaccinata con l' antiCovid Pfizer

La centrale via di Genova dove è situata la Residenza San Giovanni

Marco Palombo

Mercoledì 6 gennaio è deceduta a Genova una anziana di 89 anni che il giorno prima aveva ricevuto la prima dose del vaccino anti Covid Pfizer.

Il quotidiano La Stampa scrive che la donna era ospite della RSA San Giovanni di Genova.

Ma facendo una ricerca sul web non troviamo una RSA San Giovanni a Genova ma una casa di riposo per persone autosufficienti, dove l' assistenza medica è solo del medico di medicina generale, e comunque l' assistenza infermieristica è inferiore alle RSA vere e proprie.

In una conversazione con la redazione del sito Il pane e le rose avevo "lanciato uno specifico allarme attorno alle case di Riposo"

https://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o54109:m2

In alcuni interventi delle ultime settimane sei andato oltre la questione RSA, lanciando uno specifico allarme attorno alle Case di Riposo. Per quali motivi?

Il fatto è che le Case di Riposo appaiono come una realtà sconosciuta: se ne ignora persino il numero. Almeno, rispetto alle RSA ci sono delle stime, sebbene non precise al 100%. Diciamo che il loro elenco, di difficile elaborazione, è scaturito dal confronto fra diversi elenchi regionali (perché queste strutture fanno capo alle Regioni), integrato dai dati forniti dall’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità. Su queste basi, si è stabilita la cifra di circa 4600 residenze. Le Case di Riposo rimandano a un discorso largamente diverso: vengono autorizzate dai Comuni e si differenziano nettamente dalle RSA, al contrario di quel che pensano certi superficiali giornalisti. Infatti, per le RSA si può parlare di strutture socio-sanitarie, per quanto riguarda le Case di Riposo l’aspetto sanitario è scarsamente contemplato, a partire dall’assistenza infermieristica, che è assai ridotta, soprattutto nelle ore notturne. Certo, a differenza che nelle RSA qui vi sono in prevalenza persone che hanno un certo grado di autonomia, ma in ogni caso parliamo di soggetti fragili. Non a caso molte delle situazioni più estreme si sono verificate in questi luoghi.

Infatti alcune settimane prima avevo scritto questo post

Covid 19, il pericolo oggi viene dalle Case di Riposo e non dalle RSA, ma non c'è nessun intervento specifico dalle istituzioni

http://lecorvettedellelba.blogspot.com/2020/10/covid-19-il-pericolo-oggi-sono-le-case.html

Tornando al caso di Genova,

la residenza San Giovanni, dove era ospite secondo La Stampa l' anziana signora, si descrive così:

Residenza San Giovanni è una comunità alloggio che ospita, permanentemente o temporaneamente, persone anziane autosufficienti e non completamente autonome che, altrimenti, vivrebbero in solitudine.
In un ambiente familiare e socializzante, sono garantite le prestazioni alberghiere di pulizia, di ristorazione, di lavanderia e di guardaroba. Personale specializzato assiste e aiuta gli ospiti nella cura della loro igiene e professionisti esterni alla Residenza assicurano l’assistenza medica e infermieristica.


e tra le recensioni troviamo questa particolarmente istruttiva


11 mesi fa
Posto centrale molto comodo. Personale simpatico, preparato e disponibile. Proprietaria simpatica e alla mano. Mi è dispiaciuto togliere mia mamma dalla struttura ma purtroppo aveva bisogno di una RSA