giovedì 29 giugno 2023

Schlein assente a Montecitorio al dibattito sul Consiglio d’Europa. E’ una notizia ed è pessima.

 


Elly Schlein non era presente a Montecitorio il giorno delle comunicazioni della Meloni sul Consiglio d’ Europa che si svolgerà oggi e domani, 29-30 giugno, a Bruxelles.

Era proprio  a Bruxelles per incontrare gli eurodeputati Pd e i Socialisti europei.

I suoi giornali più amici, il Manifesto e il Fatto, non lo scrivono.

Andrea Colombo, esperto giornalista del quotidiano comunista, se la cava con il suo mestiere scrivendo “Schlein sceglie di rispondere alla premier non in aula ma in un punto stampa”

Dove e come non ce lo dice.

Repubblica invece ha un articolo con titolo “Schlein da Bruxelles -Governo irresponsabile ma l’ austerità è dannosa-” e cita mugugni di compagni di partito  nel Transatlantico di Montecitorio “Ma mentre Meloni parla in aula Elly dove ?”

E, continua Lorenzo de Cicco, il giornalista di Repubblica:

E a Bruxelles. Mossa studiata. “

Mah !!!! Sarà un viaggio frutto forse della sua enorme cultura mediatica, ma è una scelta che se svelata sarebbe indifendibile,

almeno ai miei occhi che hanno iniziato a seguire la politica negli anni ’70 leggendo Paese Sera.

Schlein rinviò il viaggio previsto a Bruxelles alcune settimane fa a causa della sconfitta nelle elezioni comunali. C’era una discussione vivace nel suo partito e preferì rimanere a Roma.  Anche se poi la direzione sulle elezioni slittò e la discussione avvenne evidentemente in spazi informali.

La segretaria Pd era in prima fila al corteo del 25 aprile e il 24 giugno, alla manifestazione di Uniti per la Costituzione, della CGIL in realtà,  ha fatto un rapido passaggio dal retropalco per una foto con Landini

Ma avvertitela che la democrazia ha anche i suoi luoghi istituzionali

e il Parlamento è il centro della nostra democrazia uscita dalla Resistenza, e retta dalla Costituzione.

 

Marco

martedì 27 giugno 2023

28 giugno, in Parlamento 10 ore di dibattito sul Consiglio d' Europa, Ucraina al centro. Davvero non uscirà niente di nuovo ?

 

Assoluto silenzio sulle comunicazioni che domani 28 giugno Giorgia Meloni farà prima al Senato e poi alla Camera sul Consiglio d' Europa del 29 30 giugno, dove la crisi Ucraina sarà il tema più importante trattato.

Alle parole della premier seguirà un dibattito e un voto su mozioni. Probabilmente Meloni farà una breve replica al dibattito sia al Senato che alla Camera, mentre non leggerà le sue comunicazioni alla Camera ma sarà solo depositato il testo del discorso tenuto la mattina al Senato.

Nel 2022 l' occasione del Consiglio d' Europa di fine giugno fu sfruttata per la scissione di DI Maio, che reclutò 60 deputati del M5S ma che poi alle elezioni di settembre non riuscì a entrare in Parlamento nemmeno con un esponente. La scissione di Di Maio iniziò con la denuncia di una presunta mozione del M5S critica sulla gestione guerra in Ucraina, mozione mai presentata nei tono denunciato dall' allora ministro degli esteri Di Maio. Quest' anno nessuna anticipazione sul dibattito in aula e sulle mozioni.

Anche nel 2023 il dibattito sulla guerra  attraversa un partito del centro sinistra, quest' anno tocca al Pd.

Ma nessuno vuole mettere in difficoltà Elly Schlein. La Schlein è sotto attacco, e questo è vero, e CGIL e M5S, che sulla guerra hanno posizioni diverse dalla segretaria PD, hanno messo il silenziatore sul conflitto ucraino, nonostante sia più come mai all' ordine del giorno.

Ricordo che nel 2022 il dibattito sul Consiglio d' Europa fu anche una tappa della crisi del governo Draghi che dette le dimissioni il mese dopo.

Silenzio dunque, proprio nelle settimane in cui l' Unione Europea, Parlamento e Commissione, hanno mostrato il loro volto più guerrafondaio, più favorevole alla guerra alla Russia. 

Un atteggiamento che non è la sintesi delle  posizioni dei 27 paesi membri UE, ma è molto più impegnato per una guerra permanente alla Russia.

Ricordo solo la frasi presente nella risoluzione votata dal Parlamento UE il 15 giugno

" La pace che giungerà dopo la vittoria dell' Ucraina...."

Tutti i deputati italiani condividono questa affermazione ?

E se la vittoria dell' Ucraina non arriva sarà "guerra ad oltranza " ?

"Guerra ad oltranza" anche se tutta l' area viene destabilizzata ? Cosa che per qualche ora nei giorni scorsi è stata ritenuta possibile ?

Tutto tace, silenzio e nessun dissenso.Anche domani ?

 Il M5S polemizzerà con il Pd ?

 Sottolinearà le sue differenze sulla questione guerra ? 

Non si sa, anche perchè fino a lunedì le elezioni regionali in Molise, dove il Pd ha appoggiato un candidato del M5S, consigliavano al Movimento di ignorare la guerra per qualche giorno.

Carne al fuoco in realtà ce n' è molta. L' aumento delle spese militari dovrebbe arrivare per il ministro Crosetto con una modifica del patto di stabilità che dovrebbe sancire la libertà di spendere per armi al di fuori di ogni vincolo.

 Il rapporto dell' Ucraina con la NATO non è così scontato nei modi e nei tempi come sembra.

Il giorno dopo Senato e Camera approveranno le missioni del 2023, con il cambio di linea PD sulla guardia costiera libica.

 Si, penso che il 28 e il 29 giugno anche i media si accorgeranno che si è svolto un dibattito importante in Parlamento.

 Speriamo esca qualche sorpresa positiva e non negativa.

 Rimango convinto però che il movimento pacifista avrebbe dovuto preparare questa giornata in tutt' altro modo. Accendendo i riflettori e non ignorandola.

 E' andata così, il 29 giugno vedremo se il letargo dell' attenzione è rimasto continuo o ha avuto qualche ora di interruzione.

 

 Marco 

domenica 25 giugno 2023

Volantino: UCRAINA, L’ UNIONE EUROPEA NON LAVORA PER LA PACE MA PER UNA GUERRA AD OLTRANZA

 


UE: la pace alle condizioni ucraine, dopo la vittoria di Kiev

Il documento finale del Consiglio d’ Europa del 29-30 giugno dovrebbe dichiarare il sostegno dell’Unione Europea al Piano di pace dell’ Ucraina e ultimamente la UE ha spiegato la sua posizione in modo più esplicito del solito.

Secondo il Corriere della Sera per la Von der Leyen la UE sosterrà “La pace alle condizioni dell’ Ucraina,  Crimea inclusa “, mentre una risoluzione dell Parlamento Europeo scrive “.. la pace che arriverà dopo la

vittoria dell’ Ucraina..” e che Kiev finita la guerra dovrebbe entrare subito nella NATO. Ma questi concetti in realtà allontano la prospettiva di un negoziato e della pace e favoriscono un inasprimento della guerra.

Già nel marzo 2022, a guerra appena iniziata, era stato firmata una dettagliata bozza di accordo tra Ucraina e Russia, che prevedeva nei suoi punti anche la neutralità di Kiev. Ma il tentativo svanì nel nulla, bloccato dagli USA con la complicità di Gran Bretagna e Unione europea.

Il 28 giugno dibattito nel Parlamento italiano, breve e oscurato da altri temi

Il Parlamento italiano mercoledì 28 giugno discuterà e voterà sulle comunicazioni della premier Meloni prima del Consiglio d’Europa. Un dibattito compresso in un solo giorno, mattina al Senato pomeriggio a Montecitorio, e il tema guerra sarà reso meno visibile dalla presenza di altre importanti questioni trattate, per scelta, proprio in quei giorni. Come il MES e la questione sanità affrontata dalla CGIL e associazionismo sabato 24 giugno con una grande mobilitazione

Noi denunciamo: l’ atteggiamento guerrafondaio delle istituzioni europee, Commissione e Parlamento, che non parlano mai di pace e non hanno mai cercato un dialogo con Putin, a differenza di singoli paesi dell’Unione anche importanti come la Germania e la Francia.

L’ atteggiamento bellicista del governo Meloni, in continuità con il governo Draghi, e delle forze di opposizione, a parte il cauto pacifismo del M5S ancora da verificare nella sua fermezza e continuità,

Critichiamo anche l’ atteggiamento della segretaria PD Schlein che vorrebbe tenere la guerra sotto il tappetto fino alle Europee della primavera 2024. Nella sostanza appoggia le posizioni più guerrafondaie, ma gioca con le parole. “Condivido la missione del Cardinale Zuppi” dice, sapendo, ma non dicendo, che il Vaticano non è sulla stessa linea dell’ Unione Europea e di Zelensky

Auspichiamo

un nuovo movimento pacifista, plurale indipendente ed unitario, che torni a chiedere la pace con parole chiare e ferme nelle strade e in ogni altro ambito.


Attivisti di base contro la guerra

mercoledì 21 giugno 2023

Spese militari al 2% del PIL, interrogazione alla Camera di Fratelli d'Italia a Guido Crosetto, ministro della Difesa, Fratelli d' Italia

 



21 giugno, Camera dei Deputati, interrogazioni a risposta immediata,

Comba (FdI) interroga il ministro della Difesa Crosetto (FdI)

Iniziative del Governo in sede europea in ordine all'opportunità di escludere dai vincoli del Patto di stabilità le spese dedicate alla difesa – n. 3-00475)

PRESIDENTE. Il deputato Comba ha facoltà di illustrare l'interrogazione Foti ed altri n. 3-00475 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario.

FABRIZIO COMBA (FDI). Onorevole Presidente, onorevole Ministro, il tema al centro del vertice NATO in programma il prossimo 11 e 12 luglio a Vilnius sarà l'accordo, da raggiungere tra gli alleati, di dedicare il 2 per cento del bilancio dello Stato alla spesa militare, come prevede un impegno preso dai Paesi membri dell'Alleanza atlantica nel 2014.

L'Italia, attualmente, dedica alle spese militari l'1,38 per cento del proprio PIL, mentre, nel complesso, sono 9 gli Stati che hanno già raggiunto il traguardo del 2 per cento, ovvero gli Stati Uniti (3,5 per cento), la Grecia (3,5 per cento), fino alla Romania (2 per cento).

Il Segretario generale della NATO, Stoltenberg, in una conferenza stampa dello scorso aprile, ha affermato che il 2 per cento del PIL investito in difesa non sarà considerato più solo un obiettivo da raggiungere per i Paesi della NATO, ma il minimo richiesto da tutti.

Il Ministro del Governo si è impegnato a raggiungere la soglia del 2 per cento del PIL da dedicare al bilancio militare, ma anche ha rilevato come sarebbe opportuno scorporare le spese per la difesa dai vincoli del Patto di stabilità.

Alla luce di quanto esposto in premessa, si chiede quali iniziative il Governo intenda intraprendere al fine di portare all'attenzione degli alleati europei l'opportunità di scorporare le spese dedicate alla difesa dai vincoli del Patto di stabilità.

PRESIDENTE. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha facoltà di rispondere.

GUIDO CROSETTO, Ministro della Difesa. Grazie, Presidente. Grazie, onorevole Comba. Come è noto, nel 2014, al summit del Galles, i Capi di Stato e di Governo assunsero l'impegno, definito Defence investment pledge, di mirare, entro il 2024, al conseguimento del 2 per cento del rapporto spese per la difesa-PIL e del 20 per cento delle spese militari dedicate all'investimento e di contribuire alle operazioni e alle missioni a sostegno della sicurezza nazionale.

Questo impegno è stato solennemente confermato in tutte le sedi da tutti i Governi che si sono succeduti, compresi i Governi Conte 1 e 2 e, ovviamente, il Governo Draghi, solo che quello che ai tempi veniva ritenuto pacifico e giusto, oggi viene ritenuto una mossa, una posa bellicistica; mi duole dirlo, non innoviamo in questo caso, confermiamo soltanto gli impegni presi da tutti i precedenti Governi. Non si tratta di un mero dato contabile, ma di un pilastro fondamentale su cui costruire una difesa che possa rispondere adeguatamente alle future minacce.

Al prossimo summit di Vilnius, l'11 e il 12 luglio, molte Nazioni vorrebbero far adottare ai Capi di Stato e di Governo obiettivi ancora più ambiziosi: raggiungere immediatamente il 2 per cento e farlo diventare la base minima per garantire il contributo nazionale alla sicurezza e all'alleanza necessaria per assicurare la credibilità dello strumento militare per la difesa collettiva, impiegare almeno il 20 per cento (del citato 2) in quota investimenti e dimostrare la volontà politica di fornire disponibilità delle forze e delle capacità nazionali per l'intero spettro di operazioni NATO.

Al momento, come evidenziato dagli stessi interroganti, l'Italia si pone ben al di sotto di tale soglia. L'aumento delle spese della Difesa è importante non perché la decisione è condivisa tra gli alleati, ma soprattutto perché l'attuale contesto di sicurezza richiede uno strumento militare credibile e dotato delle capacità necessarie a contribuire alla difesa.

In tale contesto, ho ritenuto di dover sollevare la questione del vincolo del Patto di stabilità che, considerato il nostro debito pubblico, ci colloca in una posizione peculiare con margini di manovra ristretti. Ho stimolato una riflessione sull'opportunità di sottrarre le spese in argomento dai vincoli suddetti, scrivendo ai miei colleghi dell'Unione europea, all'Alto rappresentante, Vicepresidente della Commissione Borrell, al Commissario per l'Economia Gentiloni e al Segretario generale Stoltenberg.

La stessa posizione ho portato alle ministeriali Difesa della NATO di febbraio 2023 e del 15 e 16 del corrente mese. Tra l'altro, questa soluzione, laddove approvata a livello europeo, libererebbe volumi finanziari importanti per tutti i Paesi membri, che potrebbero essere destinati in favore di settori come la sanità, la scuola, le opere pubbliche, le infrastrutture, l'ambiente, la cultura e la ricerca scientifica.

Solo in questo modo potremo davvero, da un lato, garantire la stabilità e la pace e, dall'altro, far crescere il tessuto sociale, economico e civile.

Concludendo, non posso che dare rassicurazioni in questa sede sul fatto che il Governo proseguirà la sua azione per cercare il superamento del vincolo del Patto di stabilità per favorire il percorso verso il 2 per cento, ma ribadisco in questa sede che, se non risolveremo l'attuale quadro di incoerenza tra la responsabilità di rafforzare la sicurezza e i limiti di finanza pubblica imposti dalla UE, sarà ben difficile raggiungere in tempi ragionevoli la soglia minima del 2 per cento prevista dalla NATO.

domenica 11 giugno 2023

“ Ucraina nella NATO ? ” Settimane cruciali per la guerra: l’ offensiva di Kiev tra vertici e riarmo UE e NATO


E’ iniziata la pluri-annunciata offensiva di Kiev e,

mentre i media ci raccontano piccoli presunti successi dell’ esercito ucraino e disastri certi, ambientali ed umani, causati dal conflitto,

si avvicinano due scadenze importantissime per la guerra e per il nostro paese.

 

Il 29 e 30 giugno a Bruxelles si terrà il consueto Consiglio d’ Europa di fine giugno.

L’ 11 e 12 luglio a Vilnius in Lituania si svolgerà il summit NATO,

 che vedrà nell’ ordine del giorno anche il rapporto futuro dell’ Ucraina con l’ Alleanza Atlantica e il riarmo dei paesi membri NATO, con l’ asticella che passerà dal 2% del Pil al 3% DEL Pil.


Per le sorti della guerra e dei futuri rapporti internazionali,  l’ incontro dell’ Alleanza Atlantica avrà una importanza di gran lunga maggiore rispetto al Consiglio d’ Europa.

E’ certo che l’ adesione di Kiev non potrà comunque avvenire a guerra in corso. Quello che sarà discusso è se e quando sarà disegnato un percorso per l’ entrata dell’ Ucraina nell’ Alleanza e la scelta sembra essere solamente tra l’ individuare l’ iter di adesione da subito o dal 2024.

Ma forse le cose non saranno così semplici. La possibile presenza  di Kiev nella NATO è probabilmente  il principale nodo del conflitto in corso Russia-USA-NATO-Ucraina. Anche se l’  importanza dell’ adesione formale di Kiev all’Alleanza  viene sminuita dai paesi occidentali e dai nostri media, mentre  viene completamente nascosto all’ opinione pubblica come il far entrare  l’ Ucraina nella NATO sia un atto ostile verso Mosca.


Un'altra operazione mediatica, forse più sottile e meno evidente, è presentare l’ ingresso ucraino nell’ Alleanza come scontato. Un processo ormai sicuro che va definito a questo punto solo nei dettagli, tempi e modi. Ma che comunque sarà ineluttabile.

Vedremo.

Il Consiglio d’ Europa del 29 30 giugno sarà invece più importante per il nostro paese. Soprattutto perché sarà preceduto il 27 e 28 dalle comunicazioni della premier Meloni alla Camera e al Senato, alle quali seguiranno un dibattito dei deputati e il voto sulle mozioni presentate.

Al Consiglio di Bruxelles  il 29 e 30 non si parlerà solo di Ucraina, ma nel dibattito parlamentare italiano si discuterà sicuramente della guerra  e probabilmente anche dell’ aumento delle spese militari al 2% del Pil, come avvenne l’ anno passato. Ricordate la scissione Di Maio, prima clamorosa per il numero degli scissionisti poi fallimentare al voto politico ? Avvenne proprio in occasione della discussione e del voto in Parlamento sul Consiglio d’ Europa di fine giugno 2022.

I media tenteranno di parlare di tutto questo solo nei giorni del dibattito parlamentare. Sta ai pacifisti riuscire a rendere i temi della guerra, e dell’ atteggiamento italiano,  visibili e chiari nei loro contenuti anche qualche giorno prima della discussione nelle assemblee di Montecitorio e Palazzo Madama.

Un’ occasione utile a questo scopo  è già in calendario, il 24 giugno ci sarà a Roma un corteo contro il governo Meloni dove la guerra in Ucraina sarà uno dei temi principali. Tra le adesioni sono già molte le associazioni e i singoli impegnati per la pace e contro la cobelligeranza italiana

.  Al link trovate il testo di convocazione della manifestazione e le prime firme arrivate

https://www.usb.it/leggi-notizia/il-governo-meloni-ci-ruba-il-futuro-il-24-giugno-manifestazione-nazionale-a-roma-abbassate-le-armi-alzate-i-salari-1324-1.html

Ma sarebbero necessari alcuni altri passi. Per esempio  individuare punti condivisi e irrinunciabili e proporre ad altre realtà pacifiste di sottoscriverli

Questi gli obbiettivi che dovrebbero essere presenti in modo esplicito:

-          No alle armi italiane all’ Ucraina

-          SI a un negoziato subito e al sostegno ai tentativi in corso

-          NO all’ entrata dell’ Ucraina nella NATO

-          NO all’ aumento delle spese militari

E in un eventuale documento dei pacifisti  aderenti al corteo non dovrebbero mancare riferimenti al passaggio parlamentare del 27 e 28 giugno e magari ad una presenza, anche solo simbolica, nei dintorni dei palazzi istituzionali nei giorni del dibattito.

In altre occasioni è stato fatto, unendo ai piccoli presidi nei giorni cruciali anche digiuni. Io ripeterò il mio digiuno anche da solo, ma in questo caso se ne accorgeranno solo le persone che frequento quotidianamente. Intanto però ripropongo l’ idea.

In questo, eventuale,  documento dovrebbe apparire anche un cenno al summit NATO dell’ 11 12 luglio e all’ iniziativa che domenica 9 luglio varie associazioni di donne metteranno in campo a Bruxelles contro la NATO,

https://comune-info.net/donne-globali-contro-la-nato/

Articolo di Bruna Bianchi

Ricapitolando: le prossime settimane vedranno scadenze molto importanti e sarebbe bene far sentire anche la voce pacifista. Il primo passo è sapere che questi rilevanti appuntamenti  arriveranno e discuterne tra noi pacifisti, ma un eventuale discussione al momento sembra impossibile.

 Per non confondere ulteriormente le idee ad eventuali lettori di queste righe ho omesso altri momenti:

come - la raccolta, da terminare entro il 22 luglio, delle firme per i referendum sulle armi italiane all’ Ucraina, - altri passaggi parlamentari possibili in Italia e in Europa sulle munizioni finanziate con il PNRR,-  il voto sul decreto missioni con al suo interno l’ addestramento italiano dei piloti ucraini,- l’ incontro internazionale di reti pacifiste concluso oggi a Vienna, dove Rete Pace e Disarmo e affini … sono stati accusati di filoputinismo, e le sedi promesse sono state negate all’ ultimo momento, per finire  i tentativi di mediazione vaticani, cinesi, e di altri…

Insomma. ci sarebbe molto da fare per la pace, nonostante l’ arrivo dell’ estate. In ogni caso è utile almeno sapere cosa è in programma nel prossimo immediato futuro.

 

Marco

 

domenica 4 giugno 2023

I rapporti dell’ Associazione Combattenti xMas, fedeli a RSI-Salò, con l’ Associazione Nazionale Marinai d’ Italia e la Marina Militare, a la Spezia e Varignano.

 


L’ Associazione Combattenti X Flottiglia Mas,  associazionedecimaflottigliamas.it

 è stata fondata nel 1952 da Junio Valerio Borghese che, secondo l’ Enciclopedia Treccani online,

 guidò la Flottiglia XMas dal maggio 1943 all’ 8 settembre 1943 e che poi continuò a guidare la X Mas, non più sotto la Marina Militare italiana, ma combattendo al fianco di Nazisti e della Repubblica Sociale di Salò.

Così si definiscono gli associati:

Chi siamo

https://associazionedecimaflottigliamas.it/wp/

“Noi siamo quelli che scelsero di vestire una divisa, militando nella parte perdente, consci che i giochi erano fatti e che non c’era nulla da guadagnare “

L’ Associazione è composta, secondo la statuto,  da ufficiali, graduati, marò, militanti della Decima Flottiglia Mas della Marina Militare, dai loro familiari e da chi ne condivide gli ideali. Flottiglia della Marina Militare scrivono, ma dall' 8 settembre 1943 Borghese ha combattuto insieme ai nazisti e alla RSI di Salò.

Lo statuto è del 2010, e sembra quindi che l’ associazione sia stata ricostituita di nuovo ma in continuità con l’ Associazione fondata da J.V. Borghese, come si legge da queste frasi tratte dal regolamento:

http://associazionedecimaflottigliamas.it/wp/wp-content/uploads/2020/02/ASSOCIAZIONE-COMBATTENTI-X.pdf

“…La tessera sociale è documento di riconoscimento valido in seno all’Associazione. Viene rilasciata ai Soci dalla Presidenza ed è conforme al modello creato dal Comandante Junio Valerio Borghese.

…..Per gli eventi ufficiali con la Marina Militare è d’obbligo la divisa A.N.M.I. con la variante concessa dall’Atto d’Intesa del 2009. Per gli altri eventi: maglia blu invernale e bianca estiva. Agli eventi sportivi i soci partecipanti avranno concessioni diverse ed intese per le sole gare, salvo diversa autorizzazione scritta preventiva del Presidente. Pertanto, i membri associati potranno indossare le decorazioni, i fregi ed i distintivi regolarmente conseguiti durante il loro servizio militare, così come ascritto sui propri libretti personali e/o fogli matricolari. ..”

Nell’ Organigramma c’è un responsabile per i rapporti con le Forze Armate e le Associazioni. In particolare l’ Associazione Combattenti X Mas partecipa alle iniziative dell’ Asssociazione Nazionale Marinai d’ Italia, presente in molte località italiane di grandi e piccole dimensioni.

Ricordiamo che per il simbolo della X Mas su una maglietta Enrico Montesano era stato espulso da un programma della RAI

Vediamo di seguito invece tre foto dove lo stesso simbolo sfila in eventi dove sono presenti le istituzioni

Qui con Napolitano


Qui ad un raduno ANMI del 2019 a Salerno, presente il sottosegretario alla Difesa.

http://associazionedecimaflottigliamas.it/wp/2019-2/n raduno ANMI del 2019


Qui a New York al Columbus Day

dal sito dell’ Associazione Nazionale Marinai d’ Italia

https://www.marinaiditalia.com/public/uploads/2013_11_62.pdf


Ma non mancano gli incontri anche con la Marina Militare, soprattutto a la Spezia e a Varignano.

Nel gennaio 2016, i dirigenti appena eletti dell’ associazione sono in visita a La Spezia al sommergibile Scirè

http://associazionedecimaflottigliamas.it/wp/2016-2/

e a Varignano alla consegna “Brevetti Incursori” di Marina.

 Una foto con il simbolo Comsubin commenta l' evento.

L’ Associazione sempre nel 2016 vantava tra i propri associati la presenza dell’ Ammiraglio Incursore Francesco Chionna, già comandante di Comsubin, il gruppo sotto accusa per il saluto alla parata militare.

 

Marco Palombo