Post

Roma, una settimana intensa sull'UE, le guerre in secondo piano. Ma siamo in tempo a metterle al centro, se lo vogliamo.

Immagine
No all'euro, No all'Unione Europea, no alla Nato Questo è lo slogan e programma della piattaforma sociale Eurostop che organizza una delle quattro manifestazioni del 25 marzo a Roma, quella che secondo i media dovrebbe essere la più partecipata. Ma nelle precedenti iniziative della piattaforma era presente solo qualche cartello contro la guerra, credo uno ogni mille partecipanti. Manca una settimana alla giornata imprevedibile nella quale sono annunciate nella capitale quattro manifestazioni. I quattro cortei sono indetti: da Eurostop; dall' Associazionismo  di centro sinistra filo Unione Europea con la partecipazione incomprensibile di Cobas, centri sociali, migranti e Rifondazione comunista; dalla destra; dai Federalisti europei. Questi ultimi si uniranno poi con i centri sociali, Cobas, migranti, rifondatori comunisti e associazioni di centro sinistra. L' insieme della giornata è troppo carico di iniziative. La settimana era prevista da mesi ma per mesi non...

Petrolio. "Boom" Iran; record di export a febbraio; produzione 2016 +1mb/g. In crisi l'accordo Opec-non Opec.

Immagine
L’ andamento del mercato petrolifero degli ultimissimi anni rappresenta probabilmente una crisi dello stesso e l’ abbondanza di offerta di greggio non è un segnale positivo, la prova che non ci saranno problemi di produzione in futuro, ma un sintomo negativo, la conseguenza della rottura dell’ equilibrio del mercato.  I media spiegano la situazione solo con lo sviluppo dello shale gas USA, ma la congiuntura attuale è determinata anche da altri processi in corso e il cambiamento in atto potrebbe essere il più radicale di tutta l’ era del petrolio. Il crollo del prezzo nell’ ultimo fine settimana Negli ultimi giorni, dopo i dati settimanali sulle scorte USA che continuano a crescere, il prezzo del greggio è crollato di oltre il 7% e l’ accordo per il taglio di produzione tra Opec e 11 paesi non Opec appare ormai in tutta la sua fragilità, molto di immagine e di propaganda e poco di sostanza. Il giorno precedente l’Iea, Agenzia energica dei paesi OCSE, aveva ammon...

Il futuro di Iran-Iraq e il declino dei paesi non Opec

Immagine
La produzione petrolifera complessiva dei paesi non Opec, oggi 62 mb/g su 95 mb/g totali, inizierà a diminuire entro pochi anni o addirittura entro pochi mesi. Contemporaneamente crescerà la percentuale di mercato dell’ Opec che ha il 66% delle riserve accertate mondiali e soprattutto aumenterà l’ importanza strategica di Iran e Iraq che insieme hanno il 20% delle riserve mondiali, producono oggi circa l’ 8% della produzione globale e negli ultimi decenni non hanno sfruttato al meglio le proprie risorse a causa di sanzioni internazionali. C’ è oggi un’ abbondanza di petrolio come mai era successo nei decenni precedenti ? E’ vero che oggi c’è un’ offerta di petrolio superiore alla domanda, ma è sempre esistita una capacità di produrre petrolio in misura superiore a quanto richiedesse il mercato e l’ Opec, composta da tredici paesi grandi produttori, dalla sua fondazione ha sempre gestito le proprie  risorse in modo da tenere in equilibrio l’ offerta con la domanda e a...

Tensioni tra USA e Iran-Iraq. Effetto Trump anche sul prezzo del petrolio ?

Immagine
Attorno alle ore 14.00 di venerdì 3 febbraio il petrolio Brent è quotato 56,60 $/b, il WTI 53,60 $/b. Le quotazioni avevano avuto un picco dopo l' annuncio dell' accordo tra paesi Opec e non Opec per tagliare la produzione, erano poi scese e si erano attestate al 20 gennaio, in concomitanza con l' inizio ufficiale della presidenza Trump, attorno a 54,60 $/b il Brent e 51,60 $/b il WTI. In queste ore stanno nuovamente crescendo e sono tornate vicino alle quotazioni più alte degli ultimi mesi. Tutto questo mentre sono tesi i rapporti tra Iraq e Iran, grandi produttori, e gli Stati Uniti di Donald Trump. I due paesi hanno visto il blocco USA all' ingresso nel paese dei loro cittadini, ed hanno applicato il principio di reciprocità, bloccando a loro volta l' ingresso ai cittadini statunitensi. Iran e Iraq producono tra i 7 e 8 milioni di barili il giorno, meno del 10% della produzione mondiale, ma hanno più del 20% delle riserve accertate mondiali, e, a causa...

America first. Impossibile senza ipocrisia, senza Nato, senza guerre, senza il consenso dei poteri occidentali

Immagine
L’ egemonia politica, militare, economica degli Stati Uniti sul mondo si è basata almeno dalla seconda guerra mondiale ad oggi su alcuni pilastri molto chiari: il ruolo guida dell’ Occidente riconosciuto da tutti gli altri paesi a capitalismo avanzato; l’ Alleanza militare atlantica; il grande impegno a mantenere solida una immagine, ipocrita ma solida, di paese difensore di principi di libertà e democrazia; la forza, talvolta violenta e criminale, che gli USA hanno usato quando gli altri strumenti non erano sufficienti a imporre le scelte a loro utili. Trump ha sintetizzato il suo programma elettorale sullo slogan “America first” ma ha iniziato il suo mandato senza curarsi che gli altri paesi occidentali seguissero convinti gli USA e mostrando, addirittura sfruttando, atteggiamenti reazionari, senza sforzarsi di unire l’ ipocrisia all’ azione decisa per curare i propri interessi.   Non ha mai ipotizzato lo scioglimento della Nato e la sua presunta ostilità al...

May:"Trump appoggia la Nato al 100%", e il nuovo presidente USA ha già firmato per nuove navi e nuovi aerei da guerra

Immagine
Questo è un articolo di oggi, sabato 28 gennaio, Non solo Trump ha rassicurato la May dicendole di essere favorevole alla Nato al 100%, ma avrebbe già firmato provvedimenti "per il potenziamento dell'arsenale militare, più navi, più aeroplani, più strumenti per la sicurezza informatica " Marco da secoloditalia.it Trump e la May d’accordo sulla NATO: “Tutti i Paesi devono spendere di più” di REDAZIONE sabato 28 gennaio 2017 - 07:36 Donald Trump e Thèresa May sembrano d’accordo su tutto: commercio, lotta all’Isis, persino sulla Nato. Ma c’è un grosso problema che rischia di rovinare tutto: si chiama Vladimir Putin. È un passaggio delicato: oggi Trump e il presidente russo si sentiranno per telefono. Nella Casa Bianca, all’ora di pranzo, davanti a tv e giornalisti, Trump e la premier britannica May provano a circoscrivere le differenze rispetto al Cremlino. I due leader hanno appena terminato il colloquio nello Studio Ovale. La conferenza stampa dura solo...

Vertice Trump-May. Dopo Reagan-Thatcher e Bush-Blair, altri danni in arrivo da intese USA-Regno Unito ?

Immagine
    Oggi si è svolto il vertice tra Trump e la prima ministra del Regno Unito May. Le dichiarazioni della May nei giorni precedenti il viaggio in USA hanno rivelato molte aspettative sulle future politiche comuni tra i due paesi. La leader britannica ha parlato della rinascita di un asse anglo-statunitense che condizionerà la politica di tutto l’ Occidente e del mondo. In questa occasione voglio ricordare altri due momenti nel recente passato nei quali l’ intesa tra il presidente USA e il governo britannico ha indirizzato la politica mondiale in una direzione assai dannosa per gli altri paesi . Negli anni ’80 Reagan e Thatcher hanno segnato insieme la svolta neo liberista che ancora non accenna a fermarsi in tutto l’ Occidente, nonostante la crisi sistemica che ha causato. In particolare i due presidenti sono stati determinanti nell’ assedio economico all’ Urss che ha provocato il suo crollo. L’ escalation militare USA e Nato costrinse l’ Urss a enormi inves...