venerdì 4 giugno 2021

Covid, più nuovi contagi in 4 giorni di giugno 2021 che in tutto giugno 2020 !!!!!!!!


Dal 1 al 4 giugno 2021 i nuovi contagi di Covid 19 in Italia sono stati 9.898.


Dal 1 al 30 giugno 2020 i nuovi contagi in Italia sono stati 7.559.


Quindi, si sono verificati più contagi nei primi quattro giorni di giugno 2021, che in tutto il mese di giugno 2020.


" La situazione migliora per merito dei vaccini " dicono fonti governative,

 ma questo dato che vi ho segnalato viene omesso da tutti i media ed ha sorpreso anche me che pure avevo notato da giorni quanto i nuovi contagi di giugno 2021 fossero superiori ai nuovi contagi di giugno 2020.

Non aggiungo altro, credo che questo dato sia eloquente e inaspettato e che altre parole possano togliere attenzione a questi pochi ma molto significativi numeri.


Marco

mercoledì 2 giugno 2021

Sorpresa, le vaccinazioni di Arcuri hanno ridotto la letalità più di quelle di Figliuolo ?


I numeri sono importanti per capire l' andamento della pandemia, è un anno e mezzo che siamo sommersi da cifre, tabelle, grafici. E' difficile però orientarsi in un diluvio del genere ed ovviamente ha gioco facile chi ha interesse a confondere le idee alla gente invece che a chiarirle.

L' ultimo dato parziale relativo alla mortalità per Covid nelle RSA è del 27 aprile 2020, si avete letto bene, aprile 2020, eppure tutti sappiamo che le residenze per anziani sono stati il luogo più pericoloso per gli italiani durante questa pandemia.

Pochi hanno segnalato questo dato mancante, mentre  continua il diluvio quotidiano di dati e cambiano anche i parametri di moda. Un mese è popolare il dato Rt, un altro mese il numero dei decessi, e così variando.

Io ho posto l' attenzione sull' indice di letalità, cercando di capire se e quanto la campagna vaccinale incidesse sulla mortalità del Covid.

Allora, vediamo che impressione ho avuto:

nei primi mesi dell' epidemia, con pochi tamponi e impreparazione generale a gestire la malattia, la letalità è stata molto alta, si è mantenuta sopra il 10% fino al mese di ottobre 2020. Nell' autunno 2020 c' è stato un grande incremento di contagi, tamponi ed anche decessi. La letalità, che è il rapporto da contagi accertati e decessi, quindi è scesa subito per l' incremento di tamponi e contagi, al 5-6%, attorno ad ottobre novembre, per stabilizzarsi da dicembre attorno al 3,5%.

Mentre il picco dei decessi si è verificato a novembre e dicembre con circa 36 mila decessi in soli due mesi. Con il nuovo anno hanno iniziato a calare entrambi i parametri, decessi e letalità, ma il calo non è avvenuto in modo uniforme.

La letalità che già era a dicembre attorno al 3,5%, si è mantenuta grossomodo costante fino a inizio febbraio, mentre nei mesi di febbraio e marzo è scesa fino al 3,05% circa, nei mesi di aprile e maggio ha continuato a scendere ma in modo molto più lento arrivando a stabilizzarsi attorno a inizio giugno al 2,99%.

La campagna di vaccinazione è iniziata con il 2021 e, come disposto da Arcuri, ha interessato inizialmente gli anziani delle RSA, e il personale sanitario di RSA ed ospedali.

Il calo netto di letalità avvenuto nei mesi di febbraio e marzo sembra legato quindi al periodo iniziale di vaccinazione organizzato da Arcuri, che è stato sostituito si da Figliuolo il primo marzo ma il calo di letalità avvenuto in questo mese credo che sia da attribuirsi più all' ingegnere che al generale.

Figliuolo ha incrementato il numero di vaccinazioni ma il tutto è avvenuto in modo più casuale e confuso. L' antipatico ingegnere ha organizzato una campagna più ordinata, più mirata, più sensata.

Il generale in mimetica ha messo più forza ma meno cervello.

La campagna di vaccinazione comunque non sta fermando i contagi, a inizio giugno 2020 i nuovi contagi erano 200-300 al giorno, ora sono attorno ai 2.000 al giorno. La letalità invece continua a scendere anche se ora molto lentamente.

Questi numeri, da definire meglio sicuramente, sono comunque molto istruttivi e non inducono all' ottimismo.

Il vaccino ben mirato riduce i decessi, ma non è sufficiente a fermare la pandemia per far questo c'è  bisogno anche di altre cose: una sanità pubblica migliore subito, più mezzi pubblici, e soprattutto meno propaganda e meno influenza delle Lobby del grande capitale.


Marco

sabato 22 maggio 2021

In Italia bloccano le armi israeliane e in Israele minacciano il blocco delle merci italiane

 


I sindacati italiani si sono rifiutati di caricare attrezzature di sicurezza su una nave che avrebbe dovuto arrivare in Israele; L'Histadrut ha deciso in risposta di impedire il trattamento di tutte le navi che portano merci italiane in Israele; Dopo l'intervento del Ministero dei Trasporti e dell'Ambasciata italiana in Israele, la crisi è stata risolta

Yuval Sadeh

10:14, 18.05.21

I sindacati operanti nei porti di Napoli e Livorno in Italia ieri hanno rifiutato di caricare merci di sicurezza destinate a Israele, in seguito all'attività dell'IDF nella Striscia di Gaza nell'Operazione Wall Guard. La direzione di Edri ha portato ad operare l'ambasciata israeliana in Italia, e da questa mattina la crisi è stata risolta, i lavoratori portuali in Italia si sono presi cura della nave, e gli operai portuali in Israele sono tornati ad occuparsi delle navi italiane.


L'Unione Sindacale di Base "Il sindacato italiano ha detto che" il porto di Livorno non sarà un partner nella strage del popolo palestinese ".

"Il mondo dei sindacati, purtroppo, tocca temi politici invece di affrontare i diritti dei lavoratori", ha detto questa mattina a Calcalist Avi Edri, presidente del sindacato dei lavoratori dei trasporti di Histadrut.  Le compagnie di navigazione gestivano il Ministero. dei trasporti e questo alla fine ha portato l'Ambasciata israeliana in Italia ad operare e rilasciare le merci israeliane in Italia.


Nonostante la crisi puntuale contro l'Italia sia stata risolta, Edri ritiene che questa storia non sia ancora alle spalle

Si aspetta che più sindacati facciano appelli al boicottaggio contro Israele.

giovedì 20 maggio 2021

Roma, venerdì e sabato in piazza per contestare il Global Health Summit, evento dell' Unione Europea



Venerdì 21 maggio e sabato 22, si svolgerà a Roma il Global Health Summit, evento organizzato dall' Italia e dall' Unione Europa. Le giornate sono state lanciate molti mesi fa, ma i primi e unici dettagli del Summit sono stati diffusi a inizio aprile. L' evento si svolgerà quasi completamente in videoconferenza, l' unica presenza prevista è quella di Ursula von der Leyen che approfitterà del viaggio a Roma anche per parlare di Palestina con il cardinale Parolin.


Per contestare questo evento sono previste a Roma due mobilitazioni.

La prima, venerdì alle 15 in Piazza San Pancrazio, a Monteverde, nei pressi di Villa Pamphili. Sarà presente un ampio arco di forze sociali e politiche, e la manifestazione interesserà prevalentemente attivisti laziali. I presenti andranno da Sinistra Italiana, Medicina democratica, ai movimenti per l' abitare, i sindacati di base, i comitati che si interessano della salute e partiti, PaP, Prc, etc.


La seconda manifestazione è nazionale, si da appuntamento in Piazza della Repubblica alle 14 e arriveranno partecipanti da tutta Italia, Questa protesta è stata lanciata da Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, altre forze politiche e sociali della sinistra, locali e nazionali.  Al momento l' arco delle adesioni è meno ampio e plurale, ma speriamo che un grande successo dell' iniziativa di venerdì convinca molti a bissare l' impegno il giorno successivo.

Per lanciare la contestazione di venerdì 21 il collettivo Militant e altri collettivi comunisti hanno manifestato alla sede romana della Pfizer, calando dal tetto dell' edificio uno striscione per la sospensione dei brevetti sui vaccini anti Covid e nel comunicato che illustrava l' iniziativa hanno scritto della contestazione al Global Health Summit come una prima tappa delle contestazioni che nel 2021 porteranno al G-20 di Roma a fine ottobre.



Speriamo davvero che parta un percorso comune, che unisca un fronte ampio e plurale su tutti i temi cruciali, che tra loro sono legatissimi e non vanno affrontati separatamente.

Tutto questo non è scontato, gli appuntamenti previsti sono anche troppi. A quelli del  G-20 si aggiungono il decennale dei referendum su acqua pubblica e nucleare, il ventennale di Genova, e l' appuntamento giovanile mondiale sul clima a fine settembre, a Milano.

Un passo alla volta, e questo fine settimana interessiamo al summit sulla salute senza dimenticare la Palestina, che sarà sicuramente ricordata nei cortei con molte bandiere.

Marco

martedì 20 aprile 2021

Il lento risveglio dei movimenti italiani in un impegnativo 2021


Lunedì 26 aprile  Draghi presenterà il Recovery plan alla Camera dei Deputati e il giorno dopo al Senato,  lunedì a Montecitorio ci sarà una manifestazione statica della Società della Cura, con presidi diffusi in tutta Italia.

Ma negli ultimi due giorni sono arrivati altri due segnali che mostrano il lento risveglio dei movimenti in un 2021 che in Italia è denso di appuntamenti.

- Potere al Popolo lancia l' idea di un corteo nazionale il 22 maggio in occasione del  Summit Globale sulla Salute, il tema centrale posto é la sospensione dei brevetti sui vaccini, ma i temi cruciali sono anche altri, il Servizio Sanitario Nazionale italiano su tutti.

- mentre la Società della Cura di Venezia propone per oggi una discussione on line sulle mobilitazioni in occasione dei vertici del G-20 diffusi  in tutta Italia soprattutto nel secondo semestre 2021.

E gli appuntamenti con il G-20 non mancano davvero,

il G-20 esteri lo hanno prudentemente organizzato a Matera il 29 giugno,

ma il 3 settembre a Roma ci sarà il G-20 salute, in una settimana nella quale abitualmente Roma è ancora semivuota. 

Importante sarà anche il G-20 energia a Napoli il 21 luglio, e questo è un po' più a rischio di mobilitazioni, anche se previsto lo stesso giorno che a Genova si manifesterà per i 20 anni dallo storico G7 del 2001.

L' abituale incontro sul clima organizzato dall' ONU si terrà in Gran Bretagna con l' Italia co-presidente, ma a Milano il 28-29-30 settembre si terrà l' appuntamento, mondiale, giovanile della Cop26

Gli appuntamenti italiani finiranno il 30 ottobre con il G-20 finale con i premier dei venti governi,
e sarà la prima visita di Biden in Italia, 

anche se la von der Leyen lo ha invitato a Roma anche il 21 22 maggio per il Summit Globale sulla Salute, non credo verrà di persona, si collegherà probabilmente in video conferenza.

L' ultimo corteo nazionale che ricordo è quello di Fridays for Future, forse a novembre 2019, e sembra impossibile rivedere presto tanta gente in piazza, anche se  i motivi per farlo si sono moltiplicati.

Vedremo, e sogno un filo rosso comune per tutti questi appuntamenti, ma non ci credo per niente.

Marco

mercoledì 14 aprile 2021

Petizione: No alla presenza di 20.000 spettatori negli stadi a giugno per i Campionati Europei di Calcio

 


per firmare andare al link

https://www.petizioni.com/no_alla_presenza_di_20000_spettatori_negli_stadi_a_giugno_per_i_campionati_europei_di_calcio

L’ uscita dalla pandemia si presenta ancora molto problematica, ed è assolutamente sbagliato assicurare la presenza di circa 20,000 spettatori e la mobilitazione di molte altre persone per le tre partite degli Europei di Calcio previste a giugno in Italia.  

In questi mesi molti settori della società italiana sono in enorme difficoltà, ed è prevedibile che a inizio settembre, dopo il sicuro miglioramento estivo dei contagi di Covid 19, la riapertura delle scuole avverrà  in una situazione ancora di grande incertezza, dopo che il normale svolgimento dell’ attività didattica è interrotto da inizio marzo 2020.


Nelle residenze sanitarie per gli anziani non autosufficienti e dei disabili, nelle carceri, negli ospedali, si vive sempre in una situazione di enorme emergenza, i risultati dei piani vaccinali sono al momento ancora dipendenti da troppe incognite e le previsioni degli stessi piani sono continuamente riviste al ribasso.  

Noi non abbiamo soluzioni miracolose da proporre ma crediamo assolutamente necessario concentrare gli sforzi della società italiana per risolvere la crisi sanitaria verso gli aspetti più gravi della stessa, e non assecondare ulteriormente interessi economici particolari sacrificando risorse ed energie molto utili per affrontare  enormi disagi in settori fondamentali.



Per questo chiediamo di revocare la decisione del governo Draghi di assicurare la presenza del  25% degli spettatori, più di 20.000 persone, negli stadi dove a giugno si svolgeranno le partite dei Campionati Europei di Calcio.



Risorse per la salute non per le armi


martedì 13 aprile 2021

Pace, Disarmo e Giustizia globale, nel Recovery PlanET della Società della Cura

Un' Italia (e un Europa) non allineata smilitarizzata e impegnata per la giustizia globale

La pandemia ha ulteriormente dimostrato che nessuno si salva da solo. Per uscire dalla crisi sanitaria, come da quella climatica, o delle migrazioni serve un mondo più solidale in cui sulla concorrenza tra le nazioni prevalga la collaborazione. Assistiamo invece alla diffusione di conflitti armati, al ripresentarsi di una nuova guerra fredda e di una nuova corsa agli armamenti.

 ------------------------------------------------------------------------------ La crescita degli armamenti a livello globale e nazionale non comporta, come si vorrebbe far credere, un aumento della sicurezza, al contrario riduce la sicurezza umana e ambientale. il nostro esercito si dota di armi d' attacco non di difesa (caccia, portaerei….). Sicurezza è vivere in pace con tutti i popoli, senza "nemici", con spirito di cooperazione. D' altre parte, la militarizzazione dei territori comporta anche una contrazione della democrazia. ------------------------------------------------------------------------------- 

 Non basta quindi che il PNRR si occupi di problemi nazionali, ma deve essere inserito in una prospettiva ampia. Pensiamo quindi che nel PNRR, o a fianco del PNRR, debbano essere individuate le politiche estere, del commercio estero e della difesa coerenti con l' obiettivo della tutela e allargamento della pace. 

 Serve una nuova politica estera italiana e da parte di un’ Europa più integrata, che, da una posizione di neutralità tra le grandi potenze, promuova attivamente la collaborazione tra i popoli, la soluzione politica dei conflitti, e persegua la giustizia internazionale a partire dall' abbattimento del divario economico tra i Paesi del Nord e del Sud del mondo che costringe milioni di persone a lasciare il proprio paese. 

 Per questo occorrerà che le regole e i negoziati (Wto e Commissione europea) per la progressiva liberalizzazione commerciale, vengano ripensati in dialogo con la società civile e i sindacati: la lezione della pandemia dimostra la necessità di vincolare l' impresa privata e l' iniziativa pubblica alla promozione dei diritti di persone e pianeta. L' Italia operi affinché l' Unione Europea, ma anche i Paesi membri, valutino in modo trasparente e partecipato gli impatti multidimensionali dei trattati commerciali e degli accordi sugli investimenti in trattativa e in essere. L' Unione deve sospendere e rinegoziare, i trattati e le preferenze commerciali e sugli investimenti che impediscono la conversione ecologica e la difesa dei diritti umani e democratici in Europa e nei paesi Partner, a partire dai paesi Euro-Mediterranei, ACP (Africa Caraibi pacifico) e Mecorsur ( Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), in un' ottica di cooperazione e lotta ai cambiamenti climatici. 

 Va difeso il principio di precauzione vigente in Europa ( blocco produzioni e importazioni potenzialmente nocive), e impedita la capacità delle imprese di condizionare le politiche pubbliche, con una moratoria delle clausole e dei tribunali arbitrali inserite nei trattati commerciali e sugli investimenti ( ISDS-ICS ). A livello multilaterale va rivisto ruolo e funzionamento della Wto, per ricondurre buona parte delle sue competenze attuali sotto l' egida delle Nazioni Unite.

 Per rendere credibile una politica per la pace occorre che l' Italia firmi subito il Trattato internazionale per la Proibizione della Armi Nucleari, liberandosi nel contempo degli ordigni presenti sul nostro territorio, ridefinisca sulla base del principio di neutralità alleanze e accordi militari e non aderisca alle sanzioni economiche unilaterali decise da singoli stati o gruppi di stati.

 Occorre favorire la pace e i diritti umani anche riconoscendo lo Stato di Palestina e sostenendo le Popolazioni in lotta per i diritti umani e sociali nei propri paesi, con particolare attenzione alla protezione dei Difensori dei diritti umani, anche istituendo una Autorità nazionale indipendente per la tutela dei diritti umani.

 Coerentemente si dovranno ridimensionare drasticamente le missioni militari all' estero, mantenendo solo quelle effettivamente finalizzate a proteggere accordi di pace, - che dovrebbero comunque svolgersi sotto comando ONU, implementando gli art. 43-48 della carta delle Nazioni Unite - e cancellando in particolare quelle finalizzate al "controllo" delle migrazioni, sostituendole o trasformandole in missioni civili. I fondi risparmiati potranno essere utilizzati per potenziare la cooperazione e gli aiuti allo sviluppo. 

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In attuazione dell' imperativo dell' art. 11 della costituzione occorre riorientare il Modello di Difesa verso l' esclusiva difesa del territorio nazionale, potenziando e finanziando inoltre gli strumenti di Difesa Civile Non-armata e Nonviolenta e il Servizio Civile Universale e ridurre la spesa militare, a partire da quella per gli armamenti offensivi come gli F-35 e per sostenere basi militari estere sul nostro territorio, come a Taranto e Vicenza. Occorre quindi rispondere negativamente alle pretese USA di aumento della spesa militare in ambito NATO.
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 Occorre fermare la vendita di armi a paesi in conflitto, come l' Arabia Saudita (alla quale la vendita è stata solo parzialmente revocata ) o che non rispettano i diritti umani , come Turchia Egitto ed Israele, applicando la legge 185/90 nel suo spirito originario, anche nei confronti dei paesi alleati, e avviare un processo assistito con finanziamenti pubblici di riconversione dell' industria degli armamenti ,come ad esempio nel caso aperto della RWM (controllata dalla tedesca Rheinmetall ), verso la produzione di tecnologie innovative e avanzate per la transizione energetica ed ecologica. Coerentemente non si dovranno utilizzare i fondi del recovery fund per ampliare il settore armamenti come ad esempio il " Polo della Difesa " di Torino.

 Occorre infine un forte investimento nella formazione alla pace, alla nonviolenza e ai diritti umani, nelle scuole, dove invece va evitato che faccia proselitismo l' esercito, e nel servizio pubblico radiotelevisivo- Andrebbe inoltre istituita una giornata del ricordo delle vittime del colonialismo.