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Visualizzazione dei post con l'etichetta nonviolenza

Ma in Italia la lotta nonviolenta per Gaza è possibile !

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  L' azione di Hamas del 7 ottobre ha reso evidente anche la poca incisività che hanno avuto in Palestina le lotte nonviolente. Potremmo scrivere libri sulle esperienze di lotta nonviolenta in Palestina, ma in questi giorni è davvero difficile pensare a forme di lotta nonviolente in quel territorio martoriato. Questo scetticismo mi pare anche di averlo letto nell' articolo di Mao Valpiana "La sconfitta della nonviolenza incompiuta.." e nell' intervista a Judith Butler di Giansandro Merli, pubblicati su il manifesto nei giorni passati.  Yurii Sheliazhenko, pacifista nonviolento ucraino E' possibile invece praticare forme di lotta nonviolente in altri luoghi per tentare di aiutare i palestinesi.  Per esempio quello che fa Israele ha il consenso, fino a prova contraria, del governo italiano e di Ursula Von der Leyen ed anche l' opposizione italiana e parte della sinistra europea non hanno criticato apertamente l' operato di Netanyahu e del suo attuale g...

2 ottobre, giornata della nonviolenza: incoraggiamo la renitenza alla leva (tabù sui media) in Russia ed Ucraina

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Il 2 ottobre, anniversario della nascita di M.Gandhi, è la giornata mondiale della nonviolenza ed alcuni elementi di nonviolenza potrebbero essere decisivi per fermare il conflitto armato in corso tra Ucraina e Russia. Questa guerra infatti è combattuta  da molti giovani russi e da molti giovani e meno giovani ucraini che non sono militari professionisti volontari o mercenari, ma sono obbligati dai loro governi a combattere una guerra sanguinosa, lunga ed inutile.  Il fenomeno dei renitenti alla leva è molto diffuso in entrambi i paesi e, come ha scritto il 12 settembre Andrea Sceresini su il manifesto, è un tabù sui media occidentali, soprattutto per quanto riguarda i renitenti alla leva in Ucraina, al link  https://ilmanifesto.it/gli-uomini-contro-dellucraina-quasi-200-000-i-disertori La renitenza alla leva è in Ucraina un problema così grande e pericoloso per il governo di Zelensky che Yurii Sheliazhenko, attivista pacifista nonviolento, è processato ed accusato di ess...

Peppe Sini: "Fossi più giovane...chiamerei il popolo della pace....a costruire le liste della nonviolenza..."

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Nella foto Nelson Mandela:  Peppe Sini  nel 1987 coordino' per l'Italia la  campagna  di solidarieta' con  Nelson Mandela  allora detenuto nelle prigioni del regime razzista  Rilancio questo  testo di Peppe Sini, che un po' mi rattrista.  Dopo potete leggere un mio commento e il ricordo di una assemblea prima delle elezioni 2008, lanciata da Peppe, presenti Luciano Capitini, Alberto L' Abate, Renato Solmi tre prestigiosi amici della nonviolenza scomparsi in questi anni. Ecco il testo di Peppe Sini FOSSI PIU' GIOVANE Fossi piu' giovane, la salute meno malandata, non avessi un impegno ineludibile che assorbe tutto il mio tempo, oggi chiamerei il popolo della pace, della solidarieta' e della liberazione a costruire le liste della nonviolenza alle imminenti elezioni politiche, per mandare nel luogo in cui si fanno le leggi almeno alcune donne e alcuni uomini di volonta' buona che abbiano gia' dato buona prova di se' e che vogliano essere voce e s...

Per un Satyagraha globale contro i cambiamenti climatici

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Giuliano Pontara, “ Quale pace ? “, 2016: “   Il pensiero nonviolento verte in primo luogo sull’ azione, sull’ azione nonviolenta, tant’ è vero che il contributo più originale fornito da Gandhi è la pratica e teoria della strategia nonviolenta che egli, coniando un neologismo, chiamò satyagraha “ Il Satyagraha, la lotta nonviolenta, è molto più efficace del termine nonviolenza per spiegare il significato vero delle idee e dell’ opera di Mohandas K. Gandhi. La parola nacque nel 1908 in Sudafrica da una sorta di brainstorming, un concorso di idee, lanciato dal Mahatma per sostituire l’ espressione “resistenza passiva”   che fino a quel momento veniva usata per indicare le lotte nonviolente ma che non esprimeva compiutamente il loro aspetto attivo, innovativo, costruttivo e rivoluzionario. Satyagraha è una parola composta da satya, verità, e graha, attaccarsi fortemente, e una sua bella traduzione è “la forza della verità”. Il termine Satyagraha dimostra anc...

Compleanno della nonviolenza: 2 ottobre 1869, nasce Mohandas Karamchand Gandhi

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Il 2 ottobre 1869 nasceva Mo handas Karamchand Gandhi, e con lui la nonviolenza. Gandhi sosteneva di aver introdotto lui la parola nonviolenza traducendo in inglese , come "nonviolence" , l' antica parola "ahimsa", letteralmente "nonnuocere", non fare del male. Personalmente ritengo che la parola "nonviolenza" definisca quello che hanno detto, scritto e compiuto in azioni concrete i grandi maestri Gandhi, Tolstoi, Capitini e molti altri meno conosciuti. Ma il significato della parola nonviolenza oggi è sempre interpretato in maniere diverse, e non è questo il luogo dove discuterne. Sorvolando per oggi su queste controverse definizioni, approfitto però del compleanno postumo di Gandhi per esporre una mia tesi: " Il pensiero della nonviolenza, cioè quanto pensato, detto e scritto da Gandhi, Tolstoi, Capitini ed altri personaggi meno conosciuti è enormemente superiore a quanto fino ad oggi sia stato fatto in nome della no...

Oggi 70° anniversario dell' assassinio di Gandhi. Alcune sue intuizioni sono ancora da studiare e sviluppare

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Oggi è il 70° anniversario dell' assassinio di Gandhi, la sua azione politica rimasta nella storia è frutto di situazioni particolari, e imperfetta. Nonostante il volto del Mahatma sia sempre presente nelle banconote dell' India, suoi insegnamenti fondamentali sono assenti dall' India attuale, basta pensare al possesso delle armi nucleari o allo sviluppo economico che provoca devastazione ambientale e disuguaglianze economiche.  Alcune sue intuizioni esposte con scritti o azioni rimangono però universali e costituiscono una base valida per interpretare anche la realtà attuale e per costruire nuovi concetti e comportamenti politici. La lettura dei suoi molti scritti può dare molte risposte parziali preziosissime, ma credo che sia necessario uno sforzo enorme da parte degli "amici della nonviolenza" per individuare nei suoi scritti e nelle sue azioni quello che rimane un insegnamento universale e adattarlo e utilizzarlo alle condizioni attuali del mondo. ...

Ci ha lasciato Alberto L'Abate, amico della nonviolenza. L' arte della pace

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Oggi ci ha lasciato il nostro intimo Amico per la Nonviolenza Alberto L'Abate (Negli ultimi anni, nonostante i pesanti impedimenti di salute, ha voluto donare tutte le energie che gli rimanevano alla Nonviolenza, fino all'ultimo respiro!) Continua il suo cammino in "Pace" Gli siamo tutti riconoscenti e vicini nella "Compresenza". Vogliamo ricordarlo con queste parole del suo e nostro Maestro di nonviolenza   Aldo Capitini: "Noi, al cospetto del morto, ci preoccupiamo di ciò che c'è di comune tra noi e lui e tutti infinitamente, e scopriamo che ciò che più conta, la prassi per il valore, è comune, ci unisce, ci fa compresenti". Per ricordarlo la recensione del suo libro "L' arte della pace" , dal sito di Azionenonviolenta Pubblichiamo un intervento di Paolo Cacciari su l’incontro di presentazione del libro “L’Arte della pace” di Alberto L’Abate tenutosi a Mestre il 4 maggio scorso L’incontr...

Bruno Segre: la resistenza della nonviolenza. Da Il manifesto

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Foto di Pietro Pinna, primo obiettore di coscienza italiano non per motivi religiosi. Fu difeso al processo da Bruno Segre Da Il manifesto del 26 aprile 2017 di Maurizio Pagliassotti, Marco Vittone Nel suo studio settecentesco è stratificato il secolo breve. Qui lavora Bruno Segre, partigiano e avvocato. Novantotto anni di vita spesi come in un romanzo, tra pallottole bloccate da un portasigarette in metallo, alla Torino di Natalia Ginzburg e di Cesare Pavese, alle primissime cause in difesa degli obiettori di coscienza fino alla battaglia civile per il divorzio. Bruno Segre nella sua lunga vita ha vissuto tutto. Partiamo da Torino, e dal suo cambiamento nel corso dei decenni. Un immenso cambiamento. Ricordo una città piccola e gentile, con le lampade a gas nelle vie del centro, poi diventata grande e caotica, che ora torna ad essere più attraente, simile a quella che ho vissuto da ragazzo. Cambiano la cultura, nelle città come nella morale: per baciare una ragazza qui a T...

1° Marcia antimilitarista Milano-Vicenza, 1967

Nel campo dell' attività pacifista la 1° marcia da Milano a Vicenza effettuata dal 25 luglio al 3 agosto 1967, con tappe intermedie a Vaprio d'Adda, Bergamo, Sarnico, Brescia, Desenzano, Peschiera, Verona, San Bonifacio, Arzignano – venne a costruire una delle esperienze più stimolanti , più dinamiche e fertili, ponendosi per molti aspetti – per qualità di partecipazione, di modalità di svolgimento, di temi dibattuti – come una iniziativa di grande originalità rispetto alle tradizionali manifestazioni per la pace. I motti fondamentali della marcia erano :”Contro tutti gli eserciti”,”Per il riconoscimento dell' obiezione di coscienza”,”Per il disarmo universale”,”No alla Nato e al Patto di Varsavia”. Una prima considerazione di rilevo emerse in relazione alle varie forze pacifiste invitate a parteciparvi, tra cui le federazioni dei partiti di sinistra e le corrispondenti federazioni giovanili: non una rispose, nemmeno in forma di adesione. Il fatto servì a lumeggi...

Lettera di Gandhi a Tolstoj. 15 agosto 1910

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Caro signore, Vi sono molto grato per la vostra lettera incoraggiante e cordiale dell' 8 maggio scorso. Apprezzo moltissimo l' approvazione generale che avete espresso sul mio libretto Indian Home Rule. Se ne avete il tempo, sarò felice di ricevere la vostra critica particolareggiata su questo lavoro, che voi siete stato così gentile da promettermi nella vostra lettera. Il signor Kallenbach vi ha scritto a proposito della fattoria Tolstoj. Il signor Kallenbach e io siamo amici da molti anni. Posso affermare che egli è passato attraverso la maggior parte delle esperienze che voi avete descritto così vividamente nella vostra opera Le Confessioni. Nessun altro scritto ha toccato il signor Kallenbach così profondamente quanto i vostri. Come stimolo a un ulteriore sforzo a essere all' altezza degli ideali che voi avete presentato al mondo, egli si è preso la libertà, dopo avermi consultato, di dare il vostro nome alla sua fattoria. Sulla sua generosa iniziativa di con...