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Visualizzazione dei post con l'etichetta no war

THE NOWAR NETWORK CONDEMNS THE MEDIA'S ONE-SIDED ATTACK AGAINST THE VENEZUELAN GOVERNMENT AND ITS SILENCE OVER THE TERRORIST PRACTICES OF THE RIGHT-WING VENEZUELAN OPPOSITION.

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Press Release , August 2, 2017, from the NoWar Network – Rome   nowar@gmx.com THE N O W AR NETWORK CONDEMNS THE MEDIA'S ONE-SIDED ATTACK AGAINST THE VENEZUELAN GOVERNMENT AND ITS SILENCE OVER THE TERRORIST PRACTICES OF THE RIGHT-WING VENEZUELAN OPPOSITION.  The mass media in practically every NATO country have, for months, dutifully reechoed the U.S. government's one-sided portrayal of the Venezuelan crisis.  This portrayal aims at discrediting the left-wing Maduro government and ushering into power a right-wing opposition that does not hesitate to use terrorist violence to destabilize the country. The events currently unfolding in Venezuela are clearly a repeat of the “soft coup” that the international media helped promote last year in Brazil.  Then, the media relentlessly backed calls to impeach the left-wing and anti-FMI President Dilma Rousseff on trumped-up charges and substitute her with the right-winger (and pro-FMI) Michel Temer, w...

A mia insaputa, ho tentato di bloccare il corteo che accompagnava Trump ed ho fratturato un dito a un ispettore di polizia.

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Secondo l' autorevole Corriere della Sera on line, Sky, AdnKronos, io avrei tentato di bloccare il corteo che scortava il presidente USA Donald Trump e avrei fratturato un dito a un ispettore di polizia. La breve azione nonviolenta, urlavo, ma nessuno dormiva nei paraggi in quel momento, l' ho fatta il giorno 24 maggio, e la notte tra il 23 e 24 maggio e la successiva tra il 24 e 25 maggio, l' ho trascorsa in un ospedale facendo compagnia ad una persona convalescente dopo una operazione chirurgica. Solo da pochi minuti ho letto i resoconti di alcuni media sul tentativo del nostro piccolo gruppo Rete No War di aprire uno striscione al passaggio del corteo di auto che accompagnava  Donald Trump. Intervengo quindi per la prima volta e in modo telegrafico sulla vicenda. Il mio proposito, non andato a buon fine, era di aggrapparmi allo striscione che sarebbe stato aperto  e di tenerlo in un modo che fosse leggibile e fotografabile il piu' a lungo possibile, cioè no...

No alla Guerra in Libia -Lista NoNato e Rete NoWar

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Gli aderenti alla lista   ComitatoNoNato@googlegroups.com  e la Rete No War Roma  condannano nel modo più deciso la nuova avventura militare scatenata dagli USA in Libia con l'appoggio diretto o indiretto del governo italiano e di altri governi occidentali aderenti alla NATO. La ministra della Difesa italiana Pinotti ha assicurato che “l’ITALIA FARA’ LA SUA PARTE” e ha preannunciato la probabile concessione delle basi italiane per le operazioni militari. Questa operazione guerresca viola quindi nuovamente l'articolo 11 della costituzione italiana, già violato pesantemente con la precedente aggressione alla Libia del 2011 che ha distrutto il paese più ricco e sviluppato dell'Africa. La nuova avventura bellica, scatenata con la motivazione ufficiale della lotta all'ISIS, è in realtà una nuova operazione neocoloniale che si propone tre obiettivi concreti: 1)Una nuova spartizione delle ingenti risorse libiche: gas, petrolio, acqua sotterranea, e la definiti...

Roma,Campidoglio 15 ottobre, sit-in di denuncia contro regime saudta

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Presidio a Roma il 15 ottobre per salvare Ali e denunciare il regime saudita La Rete NoWar-Roma indice un Presidio in piazza del Campidoglio per rompere l'omertà dei media intorno al regime repressivo e crudele dell'Arabia Saudita. L'ultimo episodio: Ali al-Nimr, ventenne, sta per essere decapitato e crocefisso per aver contestato il governo. 9 ottobre 2015 - Stefania Russo (Rete NoWar-Roma) Yemen bombardato dal regime saudita. Insert: Ali al-Nimr. CHIUDI  L’Arabia Saudita è una monarchia dittatoriale: dallo scorso marzo bombarda senza tregua lo Yemen e il suo popolo e, con i suoi blocchi navali, impedisce l’arrivo degli aiuti umanitari. È anche il maggiore sponsor del sedicente stato islamico e delle sue oscene devastazioni. L’Arabia Saudita non vuol nemmeno rispondere della morte di quasi 1000 pellegrini calpestati dalla folla in marcia verso La Mecca. Ora, in Arabia Saudita, Ali Mohammed Baqir al-Nimr, un ragazzo di 20 anni, è in attesa di...