domenica 26 febbraio 2023

Ucraina, guerra di civiltà ? Rileggiamo Galtung: Le democrazie possono essere belliciste e più sono autocompiaciuti i leader/i cittadini, più belligerante è il paese

 


“ La democrazia è di fatto compatibile con pratiche di violenza su larga scala – bellicista, non solo belligerante “

La frase precedente conclude il primo paragrafo del quarto capitolo del manuale di Johan Galtung “ Pace con mezzi  pacifici”, pubblicato in Italia nel 2.000 dalla casa editrice Esperia.

Johan Galtung è considerato il più importante studioso della risoluzione nonviolenta dei conflitti. Prima che in  sociologia si è specializzato in matematica e per questo nelle sue esposizioni si trovano espressioni e termini più presenti nella logica e nelle matematica che nella saggistica. Così il titolo del capitolo è un singolare :

  democrazia: dittatura = pace : guerra ? ”.

Per fortuna il titolo del primo paragrafo del capitolo è un più chiaro “ Le democrazie sono belligeranti o pacifiche ? ” e Galtung spiega subito che nelle pagine successive indagherà sul possibile collegamento tra democrazia interna e belligeranza esterna.

Secondo lo studioso norvegese “ Nell’ immagine che hanno di se stesse, le democrazie non sono belligeranti (impegnate nella guerra) e neppure belliciste (inclini alla guerra )“ “Tuttavia gli USA, per esempio, hanno usato le armi all’ estero più di 200 volte ( mediamente  una volta l’ anno) “. “Le attività di guerra sono state spesso definite con altri nomi “come spedizione punitiva” o “azione per proteggere i nostri cittadini o i nostri interessi all’ estero “. “Ma perché tanta belligeranza se non a causa di un’ inclinazione bellicista ?” Un terzo argomento che porta alla guerra è, anche se non dichiarato, “per scopi elettorali, per la rielezione di un Reagan o di una Tatcher, di un Bush o di un Maior”.

Un altro aspetto “piuttosto fastidioso “ di quasi tutte le democrazie occidentali è il coinvolgimento  in forme di violenza internazionale come lo schiavismo o il colonialismo. Questo  avvenne in gran parte quando “le pietre miliari sul sentiero della democrazia” il 1668,il  1776, il 1789, erano state superate.

Galtung inizia allora a studiare il rapporto tra le democrazie e le guerre e individua 9 fattori principali di collegamento tra la democrazia interna e la belligeranza in politica estera. Alcuni di questi  favoriscono la belligeranza altri la limitano:

1- Cultura individualista, competitiva, aggressiva

2-  Una storia di traumi inflitti agli altri

3- Alta posizione nella piramide mondiale

4- Isomorfismo tra struttura interna e struttura mondiale

5- Decisioni condivise

6- Applicazione dei diritti umani

7- Lotta di potere interna

8- Surplus di pace interna

Per il nono fattore scrivo, invece della definizione sintetica che troviamo nell’ elenco a pag. 105 del volume, una definizione più estesa che troviamo nella pagina precedente insieme a una breve spiegazione del fattore di collegamento

Teorema 9

Più è democratico il paese, più sono compiaciuti i leader/ i cittadini

e più sono compiaciuti i leader/i cittadini, più belligerante è il paese

Spiega Galtung  “vivere in una democrazia è fonte di prestigio, vivere in una non democrazia costituisce un marchio…come far parte di una casta di paria internazionali , meritevoli di marginalizzazione tramite il boicottaggio politico  ed economico, o addirittura di sanzioni “

 

“Perciò le democrazie fanno la guerra contro le dittature malvagie, proiettando su di esse la propria repressione e il proprio espansionismo al modo di chi è davvero autocompiaciuto “

 

La conclusione del professore norvegese è  che “il tono scettico” di questo capitolo non è un sintomo di una posizione contraria alla democrazia, e non significa che, se le democrazie possono essere belliciste,  allora le non democrazie sono pacifiche.

La tesi finale potrebbe essere che il bellicismo non dipende dall’ essere un paese democratico o no, ma  dipende da altre variabili, come la cultura “profonda” che è trasversale rispetto alla distinzione tra democrazia/non democrazia.

 

La mia conclusione:

 

Queste mie righe sono solo un accenno alla questione della guerra condotta dalle democrazie occidentali, ma questo è un tema che i pacifisti dell’ occidente non possono eludere. E non devono iniziare da zero, basta pensare all’ impegno pacifista di Bertrand Russell,  nato con l’ opposizione  alla prima guerra mondiale e terminato con l’ opposizione alla guerra in  Vietnam. Un pacifismo che non era certo anti occidentale o filo comunista, ma che fu sempre impegnatissimo a contrastare le derive belliciste dei paesi considerati democratici.

 

La cultura nonviolenta, nel caso di guerre condotte dalle democrazie, non deve solo impedirci di fare azioni violente o indurci a stigmatizzare paesi considerati antidemocratici, ma deve aiutarci a leggere le situazioni oltre le semplificazioni che nascondono la realtà complessa, come nel caso della guerra in Ucraina "c'è un aggredito e un aggressore", e a smascherare la propaganda e l’ ipocrisia dei paesi occidentali.

 Cercando la verità, praticando la nonviolenza, cioè non rispondere alla violenza altrui con altra violenza,  e non collaborando con chi, in buona o cattiva fede, sostiene la necessità della guerra.


Marco Palombo

sabato 18 febbraio 2023

Guardia giurata estrae pistola contro protesta nonviolenta. Occorre il coraggio della nonviolenza, rischiare una denuncia o uno schiaffo per....

 

L' immagine è stata scattata da un cellulare di un attivista di Extinction Rebellion e pubblicata da Repubblica, cronaca di Torino.

Nel corso di alcune proteste di Extinction  Rebellion a Torino contro le sedi Repubblica, la Stampa, RAI, 

una guardia giurata in servizio alla sede Rai di Torino ha bloccato un manifestante dopo aver estratto una pistola.

L' attivista avrebbe dichiarato che non intende sporgere denunce.

Io credo invece che l' episodio non debba passare sotto silenzio.

In un momento di grande crisi, in cui la protesta sociale invece di esplodere, latita in tutto il nostro paese, non possiamo permettere che chi protesta pacificamente sia minacciato con una pistola. 

Altri ambientalisti, Ultima generazione, hanno subìto pesanti conseguenze giudiziarie per loro manifestazioni nonviolente ed anche eccessive critiche da attivisti di altre associazioni ambientaliste o di altri movimenti.

Ed è presente nel paese un clima di violenza, e di giustizia sommaria, al di fuori di ogni legge, salvo poi piangere quando arriva l' ennesimo femminicidio, l' ennesimo incidente automobilistico mortale, un suicidio, in carcere o fuori, una violenza sessuale.

No, dobbiamo essere contro ogni violenza, individuale, di stato, o della NATO.

L' Ucraina non vincerà mai una guerra contro la Russia, un pestaggio non riuscirà mai a fermare i furti.

La paura non fermerà mai la violenza, anche se innesca una violenza contraria.

Occorre il coraggio della nonviolenza,

 il coraggio di essere fuori dal coro, di rischiare una denuncia o uno schiaffo. E'  necessario contrastare come possiamo, con il corpo, senza armi o violenza, con la mente, l' esempio, la denuncia e la compassione, ogni tipo di violenza.

Marco.

sabato 11 febbraio 2023

RossoBruni e NeriNeri----Blondet, Fusaro, Nicolai Lilin-e Forza Nuova contro le sanzioni alla Siria

Premessa-le petizioni servono a poco se non sono promosse da organizzazioni con un po' di seguito. però talvolta disturbano:

Una petizione contro la presenza di Zelensky a Sanremo è stata rimossa da Change su richiesta della RAI alla quale era stata inviata dopo sette giorni di raccolta di adesioni.Una mia petizione contro le sanzioni alla Siria mi ha causato tre attacchi informatici al profilo facebook che hanno praticamente chiuso l' attività che facevo in due gruppi facebook contro le armi all' Ucraina.

Mi ha incuriosito quindi la petizione contro le sanzioni alla Siria che unisce conosciuti intellettuali cosiddetti rossobruni, Blondet, Nicolai Lilin, Diego Fusaro e esponenti di Forza Nuova.

Da notare anche il consigliere regionale della lista Zaia, Stefano Valdegamberi e Luca De Marchi che nel 2014, da consigliere comunale di FDI regalava frittelle solo a bambini italiani, costringendo la Meloni a criticarlo.

La petizione dei RossoBruni e Neri Neri era partita lanciata ed ha frenato quasi subito al secondo giorno, però mi stupisce e vorrei che non passasse del tutto sotto silenzio che intellettuali come Fusaro, Blondet e Lilin, facciano da testimonial a fascisti e razzisti di una certa pesantezza.

FIRMA CONTRO LE SANZIONI, FAI SI CHE DA ITALIA ED EUROPA PARTA SUBITO CIO’ CHE E’ NECESSARIO ALLA SOPRAVVIVENZA DELLA SIRIA.

Primi firmatari

Gloria Callarelli – Giornalista

Diego Fusaro – Filosofo –

Maurizio Blondet – Giornalista –

Mario Iannaccone – Scrittore –

Stefano Valdegamberi – Politico –

Luca Castellini – Politico –

Paolo Bellavite – Medico –

Nicolai Lilin -Scrittore –

Luca De Marchi – Politico –

Nino Galloni – Economista –

Roberto Fiore -Politico –


Articolo, si fa per dire, di Marco Palombo