mercoledì 15 dicembre 2021

Appello di 50 premi Nobel: ridurre spese militari del 2% per 5 anni


La spesa militare, a livello globale, è raddoppiata dal 2000 ad oggi, arrivando a sfiorare i duemila miliardi di dollari statunitensi all’anno. Inoltre, è in aumento in tutte le aree del mondo. I singoli governi sono sotto pressione e incrementano la spesa militare per stare al passo con gli altri Paesi. Il meccanismo della controreazione alimenta una corsa agli armamenti in crescita esponenziale, il che equivale a un colossale dispendio di risorse che potrebbero essere utilizzate a scopi migliori.

In passato, la corsa agli armamenti ha spesso condotto a un’unica conseguenza: lo scoppio di guerre sanguinose e devastanti. Noi vogliamo presentare una semplice proposta per l’umanità: che i governi di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite si impegnino ad avviare trattative per una riduzione concordata della spesa militare del 2 per cento ogni anno, per cinque anni.

La nostra proposta si basa su una logica elementare:

• Le nazioni nemiche ridurranno la spesa militare, e così facendo rafforzeranno la sicurezza dei rispettivi Paesi, pur conservando l’equilibrio delle forze e dei deterrenti.

• L’accordo siglato servirà a contenere le ostilità, riducendo il rischio di futuri conflitti.

• Enormi risorse verranno liberate e rese disponibili, il cosiddetto «dividendo della pace», pari a mille miliardi di dollari statunitensi entro il 2030.

La metà delle risorse sbloccate da questo accordo verrà convogliata in un fondo globale, sotto la vigilanza delle Nazioni Unite, per far fronte alle istanze più pressanti dell’umanità: pandemie, cambiamenti climatici e povertà estrema. L’altra metà resterà a disposizione dei singoli governi. Così facendo, tutti i Paesi potranno attingere a nuove e ingenti risorse, che in parte si potranno utilizzare per reindirizzare le notevoli capacità di ricerca dell’industria militare verso scopi pacifici nei settori di massima urgenza.

La storia dimostra che è possibile siglare accordi per limitare la proliferazione degli armamenti: grazie ai trattati Salt e Start, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica hanno ridotto i loro arsenali nucleari del 90 percento dagli anni Ottanta ad oggi. I negoziati da noi proposti avranno una buona possibilità di successo, perché fondati su un ragionamento logico: ciascun attore sarà in grado di beneficiare dalla riduzione degli arsenali del nemico, e così pure l’intera umanità. In questo momento, il genere umano si ritrova ad affrontare pericoli e minacce che sarà possibile scongiurare solo tramite la collaborazione. Cerchiamo di collaborare tutti insieme, anziché combatterci.

1. Hiroshi Amano (Nobel per la fisica)
2. Peter Agre (Nobel per la chimica)
3. David Baltimore (Nobel per la medicina)
4. Barry C. Barish (Nobel per la fisica)
5. Steven Chu (Nobel per la fisica)
6. Robert F. Curl Jr. (Nobel per la chimica)
7. Johann Deisenhofer (Nobel per la chimica)
8. Jacques Dubochet (Nobel per la chimica)
9. Gerhard Ertl (Nobel per la chimica)
10. Joachim Frank (Nobel per la chimica)
11. Sir Andre K. Geim (Nobel per la fisica)
12. Sheldon L. Glashow (Nobel per la fisica)
13. Carol Greider (Nobel per la medicina)
14. Harald zur Hausen (Nobel per la medicina)
15. Dudley R. Herschbach (Nobel per la chimica)
16. Avram Hershko (Nobel per la chimica)
17. Roald Hoffmann (Nobel per la chimica)
18. Robert Huber (Nobel per la chimica)
19. Louis J. Ignarro (Nobel per la medicina)
20. Brian Josephson (Nobel per la fisica)
21. Takaaki Kajita (Nobel per la fisica)
22. Tawakkol Karman (Nobel per la pace)
23. Brian K. Kobilka (Nobel per la chimica)
24. Roger D. Kornberg (Nobel per la chimica)
25. Yuan T. Lee (Nobel per la chimica)
26. John C. Mather (Nobel per la fisica)
27. Eric S. Maskin (Nobel per l’economia)
28. May-Britt Moser (Nobel per la medicina)
29. Edvard I. Moser (Nobel per la medicina)
30. Erwin Neher (Nobel per la medicina)
31. Sir Paul Nurse (Nobel per la medicina e presidente emerito della Royal Society)
32. Giorgio Parisi (Nobel per la fisica)
33. Jim Peebles (Nobel per la fisica)
34. Sir Roger Penrose (Nobel per la fisica)
35. Edmund S. Phelps (Nobel per l’economia)
36. John C. Polanyi (Nobel per la chimica)
37. H. David Politzer (Nobel per la fisica)
38. Sir Venki Ramakrishnan (Nobel per la chimica e presidente emerito della Royal Society)
39. Sir Peter Ratcliffe (Nobel per la medicina)
40. Sir Richard J. Roberts (Nobel per la medicina)
41. Michael Rosbash (Nobel per la medicina)
42. Carlo Rubbia (Nobel per la fisica)
43. Randy W. Schekman (Nobel per la medicina)
44. Gregg Semenza (Nobel per la medicina)
45. Robert J. Shiller (Nobel per l’economia)
46. Stephen Smale (Medaglia Fields per la matematica)
47. Sir Fraser Stoddart (Nobel per la chimica)
48. Horst L. Störmer (Nobel per la fisica)
49. Thomas C. Südhof (Nobel per la medicina)
50. Jack W. Szostak (Nobel per la medicina)
51. Olga Tokarczuk (Nobel per la letteratura)
52. Srinivasa S. R. Varadhan (Premio Abel per la matematica)
53. Sir John E. Walker (Nobel per la chimica)
54. Torsten Wiesel (Nobel per la medicina)
55. Roberto Antonelli (Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei)
56. Patrick Flandrin (Presidente dell’Académie des Sciences, Francia)
57. Mohamed H.A. Hassan (Presidente della World Academy of Sciences)
58. Annibale Mottana (Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei)
59. Anton Zeilinger (Presidente dell’Academy of Sciences, Austria)
60. Carlo Rovelli and Matteo Smerlak, organizzatori.

Sua Santità il Dalai Lama (Nobel per la pace) ha espresso il suo apprezzamento e il suo sostegno per questa iniziativa.


lunedì 13 dicembre 2021

La crescita dei ricoveri a dicembre 2021, dopo il "Natale libero" caleranno ? Non ci credo....

13 dicembre, ANSA; Balzo ricoveri ordinari + 254

Ad oggi 13 dicembre le persone ricoverate non in terapia intensiva sono 6.951, relativamente poche rispetto alle 27.735 del 13 dicembre 2020.

Il 13/12/2021 abbiamo 1 persona ricoverata ogni 4 persone ricoverate il 13/12/2020. (per la precisione 1 ogni 3,99)

C’è però una notevole crescita dei ricoverati dal 1 dicembre,

Infatti il 1 dicembre 2021 i ricoverati erano 5.248, contro i 32.811 ricoverati del 1 dicembre 2020.

Il 1/12/2021 avevamo una persona ricoverata ogni 6,23 persone ricoverate il 1 dicembre 2020.

In due settimane siamo passati dunque da

1 su 6 del 2020

a 1 su 4 del 2020

Il 2 gennaio 2021 i ricoveri erano ulteriormente calati a 22.948 ma avevamo avuto un Natale blindato dal DPCM del 18 dicembre che aveva messo tutta l' Italia in zona rossa nei giorni festivi e pre festivi.

Il 2 gennaio 2022 vedremo il risultato finale delle scelte di Draghi, e giudicheremo meglio.

Marco

mercoledì 8 dicembre 2021

2020 "Natale blindato" con ricoveri in calo, 2021 "Natale libero" con ricoveri in aumento

 

All’ inizio di dicembre dello scorso anno la situazione ospedaliere relativa al Covid era in termini assoluti molto peggiore di questo anno. Però la curva dei ricoveri era in fase discendente e fu un Natale super blindato. Quest’ anno invece la curva dei ricoveri è in crescita e si prospetta un Natale con i non vaccinati in casa e i vaccinati con pochi vincoli.

Nel 2020 a inizio dicembre fu annunciata una stretta per i giorni di Natale, la chiusura soprattutto per i giorni festivi e prefestivi fu poi ufficializzata definitivamente  il 18 dicembre. I contagi nel 2020 erano equivalenti a quest' anno, i ricoveri maggiori rispetto al 2021 ma in fase discendente. Il 18 dicembre 2020 i ricoveri erano già scesi a 25.769 e le intensive occupate erano 2.819.

Di seguito il confronto tra i primi otto giorni di dicembre 2020 e dicembre 2021.

1-8 dicembre 2020 ricoveri da 32.811  a  30.081   intensive da 3.663 a 3.345, i decessi erano intorno alle 600 unità giornaliere

1-8 dicembre 2021 ricoveri da  5.248 a 6.099        intensive da  686 a  791, i decessi tra 75 e 100 unità

“Vaccinatevi per salvare il Natale”, con lo spauracchio della variante omicron che ancora non ha ucciso nessuno e ha contagiato pochissime persone in Europa. Molta gente si vaccina, soprattutto chi già era vaccinato…..

Basterà a salvare davvero il Natale ?

Comunque l’ obbiettivo del governo Draghi non è il Natale ma il passaggio di Draghi dal governo alla presidenza della Repubblica, dove controllerebbe la politica economica del governo per sette anni, senza dover rendere conto a nessuno.

Passaggio che avverrà dopo il 10-15 gennaio 2022

Chiudo e non faccio previsioni,  ma vorrei solo diffondere il più possibile queste due informazioni,

La situazione ospedaliera sta peggiorando mentre l’ anno scorso, pur molto peggiore a inizio mese, era in fase di miglioramento,

L’ obbiettivo di Draghi è andare al Quirinale, per controllare meglio per conto dell’ Unione Europea. Quindi un Natale con pochi problemi sarebbe molto utile per lui. Dopo l’ elezione un’ eventuale peggioramento della pandemia non avrebbe più ripercussioni sui piani dell’ Unione Europea.


Marco Palombo