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USA-Russia-Arabia Saudita: tre paesi che estraggono il 40 % del petrolio mondiale, a Ryad, Rubio, Lavrov e Bin Salman hanno parlato anche di questo ?

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  I maggiori paesi produttori d petrolio del mondo sono Stati Uniti, Arabia Saudita e Russia. La loro produzione complessiva è attorno ai 40 milioni di barili al giorno su una produzione mondiale leggermente superiore ai 100 milioni di barili. L' incontro tra Rubio, segretario di stato USA e Lavrov, ministro degli esteri russo, avvenuto a Ryad nei giorni passati è stato interpretato da tutti come un cambio netto di paradigma nelle relazioni internazionali, ma sono state diverse le chiavi di lettura usate dagli osservatori . Colpire l' Europa, patto di Abramo allargato alla questione ucraina, meglio una brutta pace che una bella guerra, l' Europa piagnucola mentre Trump agisce sparando le sue verità, Trump capovolge la verità. Però nel diluvio di parole sull' incontro in Arabia saudita può starci questo dato sulla produzione petrolifera mondiale e riporto uno stralcio di un articolo del 2020 titolato Petrolio: è guerra commerciale tra Stati Uniti, Russia ed Arabia Saudit...

Gli USA vogliono una guerra Ucraina Russia. Così colpiscono anche l’Europa, c’è chi dice NO ?

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Sembra chiarirsi il tragico quadro attorno all’ Ucraina. Gli USA non intervengono direttamente contro la Russia, ma cercano di provocare una guerra diretta Ucraina Russia, per poi colpire la Russia con sanzioni economiche, isolarla dalla UE,   e giustificare tutte le truppe NATO, in pratica agli ordini degli USA, nel Europa dell’ est. In questo modo l’ Unione Europea viene colpita anche economicamente e viene destabilizzato il nostro continente degli USA, che stanno lontanissimi da noi. Un vero e proprio disastro in Europa, così hanno provocato un vero e proprio disastro in Afghanistan e in altre regioni del mondo. Resta da capire come smuovere la paralisi del pacifismo occidentale e soprattutto italiano, visto che nel nostro paese molti si dicono pacifisti, contro tutte le guerre, contro gli imperialismi. Intanto ho messo online una petizione, per indicare qualche richiesta che il pacifismo potrebbe avanzare per non lasciare campo libero alla guerra   ed unire q...

USA, Francia, Russia,prima mettono al governo Serraj poi incoraggiano le stragi di civili di Haftar

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Il comportamento di Francia, Stati Uniti e Russia, tre dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ ONU, nella guerra civile libica è assolutamente inaccettabile. I tre paesi sono direttamente responsabili della presenza del governo Serraj a Tripoli, che è in carica per decisione delle Nazioni Unite e non per volontà dei libici, e ognuno dei tre paesi, anche da solo, avrebbe potuto impedire la nascita dell’ attuale governo della Libia. Oggi Haftar ha dichiarato guerra, di fatto, al governo che USA, Francia e Russia hanno acconsentito ad insediare. E Francia, USA e Russia non condannano questa guerra, impedendo in questo modo la condanna anche di organismi internazionali decisivi e importanti, come le Nazioni Unite e l’ Unione Europea. E’ legittimo che i tre paesi possano aver cambiato opinione sul premier della Libia, ma è assolutamente inaccettabile che - non tentino di fermare chi lo vuol scalzare facendo stragi di civili - mentre loro, che nel Consiglio...

USA esentano l'Italia dalle sanzioni all'Iran in cambio di F-35, Muos e Tap ?

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Foto dal sito del M5S siciliano Secondo l' agenzia di stampa Associated Press L' Italia potrebbe essere esentata dalle sanzioni all' Iran che Trump annuncia il 5 novembre. In queste settimane, scrive Marco Galluzzo sul Corriere della Sera, c'è una pressione dell' amministrazione Trump verso il governo italiano su alcune scelte che interessano molto gli USA come il  Muos e il Tap. Questa mattina a Radio Radicale Marco Cappato nella rassegna stampa ha citato un quotidiano del quale non ho colto il nome che avrebbe messo in relazione l' esenzione dell' Italia dalle sanzioni all' Iran con l' allineamento del governo Conte agli USA sulle importanti questioni Muos, F-35, Tap. Io non credo che l' Italia sarà esentata dalle sanzioni all' Iran, perchè sarebbe una conferma troppo evidente di una avvenuta rottura del governo Conte con gli altri paesi dell' Unione Europea e del legame stretto del governo lega Movimento5Stelle con l' ammi...

Un micro successo istruttivo: il presidio a Roma contro la guerra alla Siria organizzato da piccoli sindacati di base

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Nel pomeriggio di giovedì 19 aprile, sotto un sole cocente, si è tenuto un presidio contro l' attacco alla Siria di Usa, Francia e Regno Unito. Il sit in era organizzato dal Sindacato Generale di Base. All' iniziativa avevano aderito altri sindacati di base, USI, CUB, SI Cobas, l' Associazione migranti di Roma e Italia Cuba; era presente anche il Partito Comunista, con il suo segretario Marco Rizzo e alcune decine di giovani militanti del Fronte della goventù, la sua federazione giovanile. Sventolavano inoltre alcune bandiere palestinesi e siriane. I numerosi giovani che accompagnavano Rizzo, negli anni passati, prima di aderire al Partito Comunista, erano già organizzati nel Fronte della Gioventù e si facevano notare in occasione di manifestazioni soprattutto studentesche per la loro presenza numerosa e disciplinata. Un modo di manifestare più unico che raro negli anni 2.000. Era presente anche la Rete No War con i cartelli che allego a q...

Bombe sulla Siria. Macron e Trump promettono di andare oltre Obama e Hollande. Proviamo a fermarli ?

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Comunicato della Rete No War del 30 agosto 2013, quando era imminente un intervento militare occidentale in Siria che poi non avvenne. Il 31 agosto 2013 però Hollande aveva già dato l' ordine ai suoi caccia bombardieri di colpire la Siria. L' ordine fu revocato a poche ore dall' inizio delle operazioni. Ora Macron, Trump, la Gran Bretagna e Israele sembrano molto più determinati a intervenire in Siria, soprattutto perché la crisi generale mondiale, economica e politica, si è molto aggravata. Proviamo a muoverci anche questa volta ? Proviamo a fermarli ? L' intervento militare occidentale nel 2013 sembrava più sicuro di quanto appare ora. Provare a fare qualcosa è necessario. Marco APPELLO   Stati Uniti, in prima linea, e la Francia hanno annunciato un loro imminente intervento militare contro la Siria che sarebbe effettuato con bombardamenti da mezzi militari navali ed aerei già presenti nella zona. L’ azione preventivata è gravissima e comporta inoltre...

Alberto Negri (Sole24ore)su Il manifesto "Destabilizzazione, un' arte americana"

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Ilmanifesto, 30 marzo 2018 Alberto Negri Guerre e fake news.  Per mascherare 40 anni di fallimenti, gli Stati uniti ripropongono metodi da guerra fredda per minare la Russia, esigenza condivisa dal mondo occidentale, e per contrastare l’espansionismo sovietico in Asia e in Africa Siamo entrati in una nuova fase dell’età delle destabilizzazione. Non bastava la bufala delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein nel 2003, non erano sufficienti i disastri delle primavere arabe con la guerra per procura contro l’Iran in Siria e il bombardamento di Gheddafi in Libia: bisognava fare un salto di qualità mettendo alle strette la Russia che ha vinto la guerra in Ucraina con l’annessione e della Crimea nel 2014 ed è diventata dal settembre 2015 il player decisivo a Damasco. Ci voleva una nuova guerra fredda perché gli Stati Uniti e la Nato sono usciti strategicamente a pezzi dal confronto con Mosca, in particolare proprio in quel conflitto al terrorismo iniziato nel...

Licenziata Dilyana Gaytandzhieva, giornalista bulgara che scrisse di forniture USA a Al Qaeda e Isis.

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Cari compagni, vi scrivo, come al solito, con preghiera di diffusione. Dilyana Gaytandzhieva, la giornalista bulgara che sollevò il vespaio sulle forniture di armi USA ad Al Qaeda e Isis, è stata appena licenziata dal giornale presso cui lavorava, Trud, per paura di ulteriori ritorsioni dopo che la stessa è stata "interrogata" dai servizi segreti di questo Paese NATO, libero, democratico, europeo. https://southfront.org/ journalist-interrogated-fired- story-linking-cia-syria- weapons-flights/ Ovviamente, il suo pezzo da noi ha avuto pochissima risonanza, coinvolgendo la crema dei neoatlantici, facendo nomi e cognomi di chi caricava cosa su quei voli Silkway (compagnia statale azera) resi "diplomatici" per azzerare i controlli IATA e doganali, eliminando così qualsiasi restrizione dovuta a convenzioni internazionali ed embarghi. In questo caso mi chiedo davvero se sia il caso, per chi possa ancora farlo, non solo di diffondere la notizia e denunciare l...

CGIL sempre esclusa dalle basi USA. Il comando delle forze armate USA portato in tribunale dalla Filcams-CGIL.

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Nel 2017 la CGIL è ancora discriminata nelle basi USA e dopo decenni si ribella. La Filcams CGIL intraprende una causa giudiziaria contro il comando delle forze armate USA in Italia, per “la reiterata violazione delle RSA, le rappresentanze sindacali aziendali, nominate dal sindacato nelle basi di Sigonella e Vicenza, per l' impedimento dell' attività della Filcams-CGIL cui viene negato il riconoscimento a partecipare alle trattative per la stipula del contratto di lavoro del personale civile”. Le prime udienze si terranno a Roma e Vicenza il 27 luglio e l' 8 agosto. “Operiamo ancora in clandestinità e i lavoratori che hanno sottoscritto la delega a Filcams-CGIL si sono esposti in prima persona” dice Maria Grazia Montagni, segretaria del sindacato di categoria della CGIL. Vedremo come andrà la causa, la Fiom vinse un analogo processo contro la Fca di Marchionne, ma il comando USA è un' altra cosa.

Che cosa c'è dietro la segretazione del Pentagono delle ispezioni alle atomiche in Italia ?

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Che cosa c’è dietro la segretazione del Pentagono delle ispezioni alle atomiche in Italia? di Angelo Baracca http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/noguerra/DisarmoAtomico_1500757431.htm 21.07.2017  Una notizia diffusa della giornalista Stefania Maurizi, sempre informata e rigorosa, su  Repubblica  online di ieri [1] , sul segreto imposta dalla  US Air Force  e dal  Joint Chiefs of Staff  è indubbiamente degna di nota ed inquietante, ma il risalto che ha avuto su certi organi di stampa [2]  appare a mio parere un po’ strumentale. Soprattutto a fronte del risalto enormemente minore che è stato dato – con ritardo e accompagnato da riserve – dello storico Trattato di proibizione delle armi nucleari (Tpan) stabilito il 7 luglio scorso a conclusione dei negoziati all’Onu, approvato da 122 Stati, quasi 2/3 terzi degli Stati membri dell’Onu. Intanto, di che cosa si tratta? È (o dov...

Prezzo del petrolio: l' aumento delle scorte USA di benzina più significativo della produzione shale gas.

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Le scorte di benzina negli Stati Uniti sono ancora in crescita a giugno nonostante l' inizio della stagione estiva, “ Un dato davvero anomalo” scrive il Sole 24 ore. Il totale delle scorte ammonta a 242 milioni di barili , il massimo da 27 anni a questa parte, e le raffinerie statunitensi potrebbero rallentare la raffinazione facendo in questo modo salire le scorte di greggio o diminuire la produzione USA o le importazioni. Invece la produzione USA di crude è prevista nel 2017 a 9,43 mb/g, in crescita notevole rispetto al 8,87 mb/g del 2016, ma stabile se confrontata ai 9,45 mb/g di media del 2015. L' influenza dello sviluppo dello shale gas USA sull' aumento di offerta di petrolio e diminuzione del suo prezzo è data per scontata da tutti, cominciamo a capire invece l' importanza del dato della benzina USA. Un rallentamento della domanda di benzina negli USA potrebbe essere la spia di una inversione di tendenza mondiale. Il segnale di un calo defin...

Trump, Cop21 di Parigi, picco della domanda di petrolio, guerra. L’ interpretazione generalmente accettata e quella che propongo di seguire con attenzione

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Su Trump, Accordi COP21, petrolio e guerre molti osservatori e molta opinione pubblica, anche la minoranza ben informata, concordano con queste tesi:  Trump si disinteressa del clima e dell’ ambiente. Il petrolio non è più un problema per gli USA. Trump è un pragmatico e si interessa solo di affari, non farà guerre. In questo momento è però ricattato, il sistema lo controlla. Io vi propongo però qualche altra sequenza logica. La domanda di petrolio crescerà ormai pochissimo e potrebbe iniziare a diminuire molto presto. L’ Iea, agenzia energetica OCSE, cioè dei paesi industrializzati, negli scenari possibili che ha ipotizzato nel suo ultimo rapporto ne ha inserito anche uno nel caso il mondo facesse veramente quello che ha concordato a Parigi nella conferenza sul riscaldamento globale. Se gli accordi di Parigi fossero nel complesso rispettati, la domanda di petrolio toccherebbe il suo massimo nel 2020.  Non crescerebbe più. In un altro scenario possibile l’ ...

Tensioni tra USA e Iran-Iraq. Effetto Trump anche sul prezzo del petrolio ?

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Attorno alle ore 14.00 di venerdì 3 febbraio il petrolio Brent è quotato 56,60 $/b, il WTI 53,60 $/b. Le quotazioni avevano avuto un picco dopo l' annuncio dell' accordo tra paesi Opec e non Opec per tagliare la produzione, erano poi scese e si erano attestate al 20 gennaio, in concomitanza con l' inizio ufficiale della presidenza Trump, attorno a 54,60 $/b il Brent e 51,60 $/b il WTI. In queste ore stanno nuovamente crescendo e sono tornate vicino alle quotazioni più alte degli ultimi mesi. Tutto questo mentre sono tesi i rapporti tra Iraq e Iran, grandi produttori, e gli Stati Uniti di Donald Trump. I due paesi hanno visto il blocco USA all' ingresso nel paese dei loro cittadini, ed hanno applicato il principio di reciprocità, bloccando a loro volta l' ingresso ai cittadini statunitensi. Iran e Iraq producono tra i 7 e 8 milioni di barili il giorno, meno del 10% della produzione mondiale, ma hanno più del 20% delle riserve accertate mondiali, e, a causa...