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Visualizzazione dei post con l'etichetta Trump

Trump " La guerra è stata iniziata da Zelensky " Dopo il resort a Gaza il nuovo eroe continua a sparare cazzate

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  Bill Clinton rischiò l' impeachment non per una relazione con una stagista della Casa Bianca ma perché era accusato di aver mentito sulla vicenda. Una menzogna, una imprecisione la definì Clinton, pronunciata  durante una testimonianza in tribunale dopo aver giurato di dire la verità. La colpa però era questa, aver detto una bugia. Ma con Trump la regola non scritta che il presidente USA non può dire palesi menzogne non vale più. Trump ha detto "E' Zelensky che ha iniziato la guerra con la Russia." Come se i confini non fossero stati attraversati dall' esercito russo, provocato da USA e NATO, NATO e USA che volevano accerchiarlo e magari fare entrare prima l' Ucraina nella NATO e poi scatenare la guerra per riprendere la Crimea. No, per Trump  la guerra in Ucraina, guerra che è costata un numero imprecisato ma enorme di vittime, è stata iniziata da Zelensky. E tutti, Travaglio e destra varia, a dire che l' UE piagnucola, perché è stata esclusa dal negozi...

20 gennaio. L' insediamento di Trump il giorno del Martin Luther King jr. Day, celebrato in tutti gli stati USA

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  ART&CULTURE 09/01/2025 Stati Uniti, tutto pronto per il Martin Luther King Day di Boston di  Marco Merli Si avvicina una ricorrenza importante nella storia dei diritti civili negli Stati Uniti. Nel Paese infatti si celebra ogni anno il Martin Luther King jr Day,  in onore del pioniere del movimento per gli afroamericani assassinato il 4 aprile del 1968. La celebrazione avviene il terzo lunedì di gennaio, in una data vicina a quella di nascita del reverendo autore del celebre “I have a dream”, il 15 gennaio del 1929. Quest’anno il  Martin Luther King Day  sarà il 20 del mese e celebra il 30° anniversario di questa giornata. Tra le città in cui le celebrazioni sono in primo piano c’è anche  Boston , che ebbe un significato speciale nella vita di Martin Luther King Jr. Anche se King nacque ad Atlanta, considerava Boston  la sua seconda casa.  Il leader dei diritti civili ha vissuto nella città “culla della libertà” mentre studiava per il suo do...

Trump-Ryad alleati contro clima e Iran, ma eco e pax non si alleano più, per ora

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La crisi di questi giorni con Stati Uniti, Arabia Saudita da una parte e Iran dall’ altra, non è un fulmine a ciel sereno ma un tuono molto forte di un temporale che si sta avvicinando da tempo.   La rivalità tra Arabia saudita ed Iran è storica, e Ryad, con il 20% delle riserve mondiali di greggio, nei 40 anni dopo la rivoluzione che ha cacciato lo Scià, per merito degli embarghi a Theran e Iraq che insieme hanno anche loro il 20% delle riserve mondiali, e grazie all’ alleanza stretta con gli USA, ha potuto gestire come voleva il mercato mondiale, vendendo una quantità di greggio molto superiore a Iraq e Iran ai prezzi desiderati. Gli Stati Uniti, dopo l’ elezione di Trump, sono poi usciti dall’ accordo sul nucleare iraniano con motivazioni deboli ed hanno imposto nuove sanzioni all’ Iran anche al resto del mondo, soprattutto l’ UE, che invece continua a ritenere valido l’ accordo ma non si è opposto con la necessaria forza alle nuove sanzioni USA e ora nello scontro...

Trump innesca molte tensioni internazionali. Tra reazioni ed inerzie, il sistema mondiale rimarrà in equilibrio ?

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Trump ha aperto molti fronti caldi nelle relazioni internazionali. Il Presidente è spregiudicato non solo nelle sue dichiarazioni ma anche in azioni reali, come le sanzioni all’ Iran, imposte a tutto il mondo. Trump comunque sembra finora vincente, a parte la battuta d’ arresto venezuelana che però davvero non interromperà la sua ostilità verso Caracas. Ma alcuni suoi passi, oltre alle reazioni immediate, provocano conseguenze durature in settori fondamentali. Il caso più eclatante è costituito dalle sanzioni all’ Iran. L’ accordo 5 + 1 sul nucleare iraniano è stato rinnegato solo dagli Stati Uniti, l’ Unione europea e la Russia lo considerano ancora valido. Le sanzioni economiche a Teheran invece sono imposte a tutto il mondo con la minaccia di sanzioni USA a chiunque abbia relazioni commerciali con l’ Iran. Non solo la Russia e la Cina, ma anche l’ Unione Europea, vorrebbero aggirarle gestendo le operazioni commerciali con altre procedure. Per il momento questo tentativo ...

Libia, Trump contro l' Italia. Pd, governo, antimperialisti e antirazzisti non diranno mezza parola.

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  Trump si è schierato con Haftar smentendo la politica portata avanti fino ad oggi dagli Stati Uniti. Tutti gli osservatori ritengono impossibile che Haftar prenda Tripoli, entro il 6 maggio millanta lui, figuriamoci Misurata. Insomma se Haftar insiste davvero nell' offensiva militare la situazione libica diventerà peggiore dell' attuale. I primi a soffrirne sono gli italiani, vicini alla Libia e primo paese a sfruttare le sue risorse di gas e petrolio.  Ma nessuno dirà a Trump che sbaglia: non il PD, perché comunque Trump è sempre il capo della NATO, non il governo, che di Trump è sempre stato un ammiratore, non gli antimperialisti, perché Haftar è sostenuto dai russi, non gli antirazzisti, perché dovrebbero in questo modo occuparsi di guerra e questo da anni per loro è un tabù.  Certo Serraj è stato insediato dall'ONU e non dai libici, ma Francia, Russia e USA che appoggiano Haftar sono tre membri permanenti su cinque del Consiglio di Sicurezza. ...

Analogie tra Venezuela e Libia 2011. Petrolio, Trump come Sarkozy. M5S "NI" come la Lega nel 2011 ?

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Analogie tra Venezuela e Libia 2011: Petrolio, Trump come Sarkozy. M5S “ NI”   come la Lega nel 2011 ? Sono due le analogie fondamentali tra la vicenda del Venezuela nel 2019 e la guerra Nato alla Libia nel 2011. La prima è il petrolio.   Il Venezuela è il primo paese al mondo per riserve auto.certificate di petrolio, il 20% del totale. In quantità il potenziale petrolifero dichiarato dal Venezuela è maggiore anche a quello dell’ Arabia Saudita. E’ però di una qualità che ha bisogno di particolare raffinazione e di taglio con altre qualità di greggio. La produzione attuale è attorno a 1 milione di barili il giorno, ma in tempi normali, è comunque superiore ai 2 mb/g.   La Libia è il primo paese africano per riserve autocerticate, il 3% delle riserve mondiali. Ma la qualità è particolarmente pregiata.   Nel 2010 produceva 1,8 mb/g, ma negli anni ’60 arrivava anche a 3 mb/g, poi l’ oculata gestione di Gheddafi ha prodotto meno greggio ma con guadagn...

Le parole esatte del sottosegretario Esteri M5S Di Stefano sul Venezuela. Nessun accenno a Trump

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Contenuti Manlio Di Stefano ‏ Account verificato   @ ManlioDS 20 h 20 ore fa Il principio di non ingerenza è sacro. Qualsiasi cambiamento in # Venezuela deve avvenire in un contesto politico, democratico e non violento. # Macron ignora queste ovvietà, prende posizione discordante da # UE e la rete lo asfalta. L'Europa sia super partes in difesa del popolo. Queste le parole scritte da Manlio Di Stefano ieri su Twitter.  Non un accenno a Trump,

Michele Giorgio su summit USA anti Iran in Polonia,13-14 febbraio

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Dal manifesto 22 gennaio 2019 Michele Giorgio La mano pesante Netanyahu intende usarla in vista anche della conferenza internazionale incentrata sul Medio oriente annunciata lo scorso 11 gennaio dal segretario di Stato Usa, Michael Pompeo in un’intervista rilasciata alla Fox News. L’incontro in realtà non affronterà le varie crisi mediorientali. Il tema sarà pressoché unico: la “minaccia iraniana”.  Si terrà a Varsavia il 13-14 febbraio a livello di ministri degli esteri e sono stati invitati i rappresentanti di 70 paesi, alcuni dei quali arabi, in particolare le monarchie sunnite schierate contro Tehran e alleate di Washington. Accanto a loro troverà posto Netanyahu, a rappresentare quell’alleanza dietro le quinte (e neanche più tanto) tra alcuni paesi arabi, con in testa l’Arabia saudita, e lo Stato ebraico in funzione anti-Iran di cui Netanyahu parla da almeno tre anni. Della “Nato araba”, alla quale Pompeo spera di dare vita, Israele ovviamente non può ...

USA esentano l'Italia dalle sanzioni all'Iran in cambio di F-35, Muos e Tap ?

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Foto dal sito del M5S siciliano Secondo l' agenzia di stampa Associated Press L' Italia potrebbe essere esentata dalle sanzioni all' Iran che Trump annuncia il 5 novembre. In queste settimane, scrive Marco Galluzzo sul Corriere della Sera, c'è una pressione dell' amministrazione Trump verso il governo italiano su alcune scelte che interessano molto gli USA come il  Muos e il Tap. Questa mattina a Radio Radicale Marco Cappato nella rassegna stampa ha citato un quotidiano del quale non ho colto il nome che avrebbe messo in relazione l' esenzione dell' Italia dalle sanzioni all' Iran con l' allineamento del governo Conte agli USA sulle importanti questioni Muos, F-35, Tap. Io non credo che l' Italia sarà esentata dalle sanzioni all' Iran, perchè sarebbe una conferma troppo evidente di una avvenuta rottura del governo Conte con gli altri paesi dell' Unione Europea e del legame stretto del governo lega Movimento5Stelle con l' ammi...

Cameri unico sito europeo di assistenza agli F-35: con il governo M5S-Lega si rafforza il legame con gli USA

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Scrive Manlio Dinucci sul manifesto di sabato 7 luglio 2018: "Dieci giorni fa, in base ad un contratto stipulato dalla Lokheed Martin con la U.S. Navy, è stato stabilito che Cameri sarà uno dei cinque centri mondiali (tre negli USA, uno in Australia e uno in Italia) per la manutenzione, la riparazione e l' ammodernamento degli F-35." U.S. Navy è la Marina Militare USA, mentre la Lokheed Martin è la prima produttrice mondiale di armamenti aerospaziali e missilistici. La scelta di Cameri, provincia di Novara, non sembra quindi tanto un aiuto all' industria militare italiana, quanto la conferma del ruolo geografico fondamentale che la penisola italiana ha nel controllo del Mar Mediterraneo: centrale tra l' Europa, l' Africa e il Medio Oriente. L' Italia di Conte Di Maio e Salvini non solo conferma l' acquisto dei 90 F-35, adducendo la motivazione, smentita dalla Corte dei Conti, che ci sarebbero da pagare pesanti penali contrattuali in caso  di r...

Trump e immigrazione: 600 donne arrestate davanti al Senato USA

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Circa 600 manifestanti, soprattutto donne, sono state arrestate a Washington durante una manifestazione davanti al Senato per protestare contro la politica di Trump sull' immigrazione. Tra le  manifestanti l' attrice Susan Sarandon e parlamentari del partito democratico. Sabato prossimo sono previste altre manifestazioni che potrebbero risultare ancora più partecipate. Sono state convocate dalla marcia delle Donne e dal Centro per la democrazia popolare. Di seguito l' articolo del The Guardian https://www.theguardian.com/us-news/2018/jun/28/us-immigration-protest-trump-washington-senate Il video che mostra l' arresto delle manifestanti https://www.youtube.com/watch?v=N6SdHKCi_Xc

Attacco alla Siria: in Italia limitata l'opposizione contro la guerra, occorre una risposta unitaria e chiara

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I nostri umori, purtroppo, risentono troppo del modo in cui i media ci raccontano le cose del mondo. Anche gli umori di chi condivide un' opinione contraria alla guerra. Così, dopo l' allarme per un possibile inizio di guerra occidentale alla Siria, una volta visto come i missili di Trump, Macron e May siano stati una parte infinitesima della guerra che in sette anni ha distrutto una vita decente per il popolo siriano, ucciso 500.000 persone, reso invalidi sicuramente più di un milione di cittadini siriani, “ gli italiani contrari alle guerre occidentali ” sono tornati alle loro occupazioni abituali e ai loro interessi prioritari. Oggi sul Corriere della Sera a pag. 6 un titolo a tutta pagina per un piccolo articolo che riporta solo l' opinione di Sinistra Italiana: “La sinistra spiazzata mette in soffitta lo spirito pacifista” Fratoianni: La Siria ? Si fatica a capire chi è il cattivo Cento: Il movimento non sa più condizi...

Petrodollaro-Ecco perchè Trump vuole ritardare la fine dell'era fossile

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L'articolo spiega i rischi del dollaro se una parte del petrolio venisse venduta con lo Yuan. Ma il dollaro rischia molto di più con la transizione energetica che arrivera' velocemente nei prossimi 10-20 anni. E' per questo che Trump vuole ritardare il più possibile la fine dell' era fossile. M.P. Dan Glazebrook rt.com https://comedonchisciotte.org/ il-blocco-del-qatar-la-sfida- petrolio-yuan-e-la-guerra- alliran/ Per gli Stati Uniti, la posta in gioco non potrebbe essere più alta. Nel 2012 l’Iran ha cominciato ad accettare lo yuan per i suoi pagamenti di petrolio e gas, seguita dalla Russia nel 2015. Se questo continuerà, potrebbe letteralmente indicare l’inizio della fine del potere globale statunitense. Il dollaro è la principale moneta di riserva del mondo in primo luogo perché il petrolio è attualmente negoziato con esso. I paesi che cercano riserve di valuta estera come assicurazione contro le crisi delle proprie valute tendono a guardare a...

Come un lampo la rivoluzione energetica. USA e Saud non possono aspettare, e infatti....

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La rivoluzione energetica arriva come un fulmine a ciel sereno e sarà guerra mondiale. Nel prossimo futuro potrebbe esserci anche una difficile pace, ma solo se capiremo e ci muoveremo in tempo e in modo adeguato. Ho capito la teoria del picco petrolifero di Hubbert nel 2004, quando ormai da un anno USA e Gran Bretagna, grandi potenze nemiche dell’ euro, erano entrate in Iraq, paese che tra le altre cose minacciava di vendere il proprio petrolio nella nuova moneta dell’ Unione Europea. Non a caso quella volta Germania, Francia e parte del centro sinistra italiano si schierarono apertamente contro la guerra in arrivo e milioni di persone scesero in piazza in tutto il mondo nel tentativo di impedirla. Ma, se nel 2002-2003 fosse stata già divulgata a livello di massa la teoria di Hubbert, l’ opposizione alla guerra irachena sarebbe stata molto più decisa di quanto è stata. Ora nel 2017, l’Iea, agenzia energetica dei paesi OCSE, ci avverte che se fosse applicato l’ accordo ...

Trump contro l' accordo di Parigi senza alcuna logica economica ? Petrodollari, dall' Enciclopedia Italiana Treccani

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da www.treccani.it PETRODOLLARI Enciclopedia Italiana - IV Appendice (1979) di   Mario Arcelli PETRODOLLARI.   - Col termine "petrodollari" si sogliono designare genericamente quelle enormi quantità di valute di riserva (in gran parte dollari) che i paesi esportatori di petrolio hanno incassato e continuano a percepire in seguito al repentino e massiccio aumento del prezzo del greggio deciso dall'OPEC (il cartello degli stati esportatori di petrolio) nell'ultimo trimestre del 1973, immediatamente dopo la guerra del Kippur. Il drastico aumento del prezzo del petrolio, che si è quadruplicato in brevissimo tempo, è la causa fondamentale della crisi petrolifera i cui effetti si sono tradotti in primo luogo nel peggioramento dei saldi delle bilance dei pagamenti dei paesi industrializzati e dei paesi in via di sviluppo importatori di petrolio, in misura più o meno grande in relazione al diverso peso che le importazioni di questa fonte di energia hanno sulle diver...

Clima-USA. Enormi interessi, non ignoranza di Trump. Gli USA mai hanno ratificato un accordo internazionale sul clima.

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Se si usa il clima per far concorrenza di Jacopo Giliberto Sole24ore del 1 giugno 2017 La difesa del clima del pianeta è un altro dei temi di confronto fra i grandi sistemi politici ed economici. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annuncerà a breve la sua decisione di non accettare l’Accordo di Parigi sul clima. Nel frattempo Europa e Cina si stanno avvicinando proprio sulle scelte energetiche e ambientali. A chi parrà imprevedibile la mossa di Trump bisogna ricordare che mai nessun presidente degli Usa, non Barack Obama nei due mandati, non George Bush, non Bill Clinton, sono mai riusciti a far ratificare un accordo internazionale sul clima. Perfino il Protocollo di Kyoto si arenò nel ’99 sulle secche del voto negativo del Senato. Nell’aria l’anidride carbonica è in quota ridottissima, lo 0,04%, ma cresce rapidamente: era lo 0,031% negli anni 70. A titolo di confronto un gas raro come l’argo è presente allo 0,9%. Ma l’anidride carbonica, cioè biossido di carbon...