giovedì 23 giugno 2016

Campagna contro le sanzioni UE alla Russia

bastaguerrafredda

DA PARTE DI ALFONSO NAVARRA - cell. 340-0878893  email alfiononuke@gmail.com
Care amiche ed amici, 
con Alex Zanotelli, abbiamo elaborato un appello indirizzato ai nostri deputati contro il rinnovo delle sanzioni UE alla Russia, e comunque contro la loro ratifica ed applicazione; rinnovo che il governo italiano, pur manifestando come sempre perplessità, rivendicando decisioni politiche e non automatiche e prestandosi alle aperture economiche di Putin, si accinge a confermare. E' già stata rinnovata una parte di sanzioni, quella che riguarda l'annessione della Crimea. Un comunicato del Consiglio europeo, il 17 giugno 2017, ci ha fatto sapere che la decisione è stata presa da una riunione "tecnica" di ambasciatori. D'altro canto, la parte più consistente di misure restrittive, cioé quelle più specifiche sulla crisi Ucraina, ci informa il SOLE 24 ORE del 22 giugno 2016, è stata già confermata, fino al dicembre 2016, sempre "a livello diplomatico", QUALCHE GIORNO DOPO, a Bruxelles, il 21 giugno. 
Leggiamo sull'articolo a firma di Beda Romano: "(La decisione di rinnovare per altri 6 mesi le sanzioni - ndr) verrà avallata nelle prossime settimane a livello politico (...). L'Italia ha chiesto che i capi di Stato e di governo (nel Consiglio UE del 28 e del 29 giugno 2016 - ndr) si impegnino a monitorare la situazione in vista anche di un dibattito politico in ottobre. (...) A Francia e Gran Bretagna il posticipo è comodo per poter informare il loro Parlamento. Non è chiaro quando avverrà l’approvazione politica, se prima o dopo il summit (di giugno - ndr). Non è neppure chiaro se l’Italia otterrà il paragrafo nelle conclusioni del prossimo consiglio europeo. «Non tutti sono d’accordo per inserire la questione nel documento, a iniziare dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk», spiega un diplomatico. Ciò detto, è in corso una riflessione tra i Ventotto se mantenere le sanzioni per molto tempo".
La lettera sotto riportata viene spedita mercoledi mattina 22 giugno per lasciare tempo ad una eventuale iniziativa di deputati "amici" prima del 28 e 29 giugno. Ma la raccolta di firme continua anche dopo la scadenza di giugno - è spiegato nell'ultimo capoverso dell'appello - perché, dandoci da fare evitare il peggio di una nuova guerra fredda che può sfociare anche in guerra nucleare, dobbiamo organizzare la pressione dal basso per ottenere l'unificazione delle mozioni dei gruppi parlamentari contro le sanzioni alla Russia; così come abbiamo concretamente avuto un voto della Camera dei deputati per inserire il "diritto al disarmo nucleare" nella Carta dei diritti dell'Umanità che, preannunciata alla COP 21 di Parigi, verrà presentata alla prossima Assemblea generale dell'ONU.
IL TESTO DELLA LETTERA- APPELLO    (VAI SU www.petizioni24.com/bastaguerrafredda)
Care e cari deputate e deputati, senatrici e senatori  
Noi sottoscritti vi chiediamo di trovare la strada affinché siano revocate e comunque non ratificate (ed a maggior ragione applicate) le sanzioni economiche contro la Russia imposte da Unione Europea e Usa, che (forse, non si sa bene!) andrebbero in discussione, almeno nella parte relativa alla crisi Ucraina, al Consiglio UE che è ufficialmente fissato per il 28 e 29 giugno pv. La reazione che vi sollecitiamo è sicuramente condivisa dalla più ampia opinione pubblica per ragioni economiche. Ma noi vi chiediamo di non considerare solo l' import-export abbattuto, che pure ha danneggiato in particolare l'Italia: sensibili alle ragioni della pace, del disarmo, dell'ecologia, della giustizia sociale, riteniamo sbagliato alimentare in qualsiasi modo una nuova Guerra Fredda. Una logica di confronto armato sarebbe il clima meno propizio per l'affermazione, ad Est ma anche ad Ovest, di dinamiche di libertà e di rispetto dei diritti umani, quale che sia il vostro giudizio sulle varie responsabilità nella crisi Ucraina e sulla qualità democratica degli assetti politici in Russia. Il dialogo con la Russia è senza dubbio importante per potere lavorare ad un mondo più pacifico, con le Nazioni cooperanti sui veri problemi globali che affliggono l'Umanità, cioè prioritariamente il pericolo nucleare, il riscaldamento climatico e la finanziarizzazione separata dall'economia reale; e l'Italia per tradizione può inserirsi nella ricerca di soluzioni comuni ai vari conflitti da una posizione privilegiata: tutte le nostre autorità istituzionali e governative e tutta la nostra politica rappresentativa ha sempre, in sostanza, ritenuto inutili e dannose queste sanzioni e lo ha espresso più volte pubblicamente. Non permettiamo quindi che il rinnovo delle sanzioni avvenga con decisione burocratica ed automatica e per nulla trasparente rispetto alla responsabilità delle organizzazioni internazionali, ma anche rispetto alla responsabilità nazionale. Considerate anche il fatto che un voto esplicito del nostro Parlamento può fare saltare tutta l'operazione di restrizioni sanzionatorie, dato che l'applicazione UE delle sanzioni esige l'unanimità del consenso degli Stati membri! Con la Federazione Russa possiamo, da italiani ed europei, aprire un serrato confronto per porre sul tavolo ad esempio l'obiettivo comune dell'attuazione degli accordi di Parigi sul clima: una conversione energetica ed ecologica (ed il gas russo ci sarà sicuramente utile nella transizione) è da perseguire insieme con una rivoluzione industriale ed economica che sperimenti una vera modernizzazione sostenibile nell'interesse di tutti. Problemi di questa portata strategica e con tante implicazioni non solo geopolitiche ma anche nella vita quotidiana delle persone dovrebbero essere affrontati attraverso dibattiti democratici e trasparenti, con almeno la discussione ed il voto nelle aule parlamentari: sollecitiamo la consapevolezza che la democrazia praticata qui ed ora è la via per la democrazia universale, la pace metodologica qui e ora è la via per la pace sostanziale del futuro comune.
Da parte nostra di sottoscrittori l’impegno è per un lavoro che vada oltre la scadenza immediata di giugno, per una promozione ad ogni livello di un dibattito pubblico serio, che contrasti gli automatismi di pensiero e di comportamento: è stupido venire trascinati, per pigrizia e mancanza di coraggio, in dinamiche da logiche della potenza che, anche con le migliori intenzioni, possono sfuggire di mano e finire persino per precipitarci in un conflitto nucleare “per incidente, per caso o per errore”!    
Primi Firmatari già in elenco della lettera-appello: Alex Zanotelli, Alfonso Navarra, Antonia Sani, Giovanna Pagani, Luigi Mosca, Alberto L’Abate, Angelo Baracca, Guido Viale, Lidia Menapace, Alessandro Marescotti, Laura Tussi, Fabrizio Cracolici, Giuseppe Bruzzone, Olivier Turquet, Giovanni Sarubbi, Tiziana Pesce, Joachim Lau, Tiziano Cardosi, Patrick Boylan, Marinella Coreggia, Marco Romoli, Bruno Steri, Marina Minicuci, Amalia Navoni, Giuseppe Zambon, Maria Gabriella Guidetti, Paolo D’Arpini, Ireo Bono, Sandra Cangemi,  Rina Zardetto, Elena Beltrame, Rosangela Pesenti, Anita Fisicaro, Paola Slaviero, Francesco Cavezzale, Corrado Claut, Giuseppe Tona, Antonio Cusimano

lunedì 13 giugno 2016

Il Site come l'Osservatorio di Londra per la Siria?

Il Site viene definito il sito che monitora le attivita' online jihadiste.

Mi viene un dubbio leggendo che ha diffuso la rivendicazione dell'Isis per l'uccisione dei due agenti francesi, non potrebbe essere simile all'Osservatorio Siriano per i diritti umani di Londra che dal 2011 diffonde notizie sulla crisi siriana utili al fronte antiAssad spacciandole come notizie indipendenti ed e' ripreso immediatamente e senza verifiche dai principali media dell'Occidente ?



giovedì 9 giugno 2016

Regione Lombardia contro le sanzioni dell'Unione Europea alla Siria




Da Tempi.it


BASTA SANZIONI. 


Martedì 7 giugno il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a 

larga maggioranza, con la sola astensione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, una 

mozione che impegna il presidente Maroni e la sua giunta a «intervenire presso il Governo

 e il Parlamento affinché il nostro paese si faccia promotore presso il Parlamento europeo di

 una proposta di abolizione delle sanzioni alla Siria, al fine di garantire 

l’approvvigionamento 

 alla popolazione civile dei generi di prima necessità e dei farmaci».


MISURE SENZA SENSO.


 Embargo petrolifero, blocco delle transazioni finanziarie e divieto di commercio per molti 

prodotti furono adottati dall’Europa nel 2011, all’inizio del conflitto siriano, per indebolire il 

regime di Damasco in un momento in cui il presidente Assad era individuato come un 

nemico da abbattere da quasi tutta la comunità internazionale. A conferma di questo, 

ricorda il testo della mozione, «nel 2012 veniva rimosso l’embargo del petrolio dalle aree 

controllate dall’opposizione armata e jihadista, allo scopo di fornire risorse economiche alle 

cosiddette “forze rivoluzionare e dell’opposizione”». Oggi, dopo che le forze in campo sono 

emerse per quello che sono veramente (altro che “ribelli moderati”), e dopo che mezzo 

mondo è stato costretto dai fatti ad assumere posizioni più sfumate senza schierarsi per 

forza per una delle fazioni in campo, che senso ha mantenere sanzioni che non risolvono 

nulla e finiscono solo per colpire i più deboli?

LE VERE VITTIME. 


È una domanda che Tempi va ripetendo da diversi mesi, perciò non può che farci piacere

 la presa di posizione del Consiglio della Lombardia. Ribadisce il primo firmatario della 

mozione, il capogruppo di Ncd Angelo Capelli: «Se cinque anni fa le sanzioni alla Siria 

avevano un senso in un contesto politico ben preciso, oggi è evidente che il protrarsi di 

queste contribuisce unicamente all’aggravarsi della condizione della popolazione siriana 

che è colpita da povertà, epidemie e una spirale di violenza determinata da una guerra che 

ha già comportato 250 mila morti, sei milioni di sfollati e quattro milioni di profughi». 

Cancellare le misure contro la Siria è necessario anche perché esse inibiscono «alle 

organizzazioni non governative impegnate in programmi di assistenza la possibilità di 

spedire, beni di prima necessità, farmaci e denaro».