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Visualizzazione dei post con l'etichetta Pinotti

Bombe RWM. Indagati 2 funzionari del Ministero Esteri, ma anche Gentiloni e Pinotti dichiararono cose false.

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  Una trasmissione delle Iene sulle bombe RWM https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/04/bombe-allarabia-saudita-indagati-per-abuso-dufficio-due-direttori-generali-pro-tempore-della-uama/6121922/   Va avanti la denuncia per la vendita degli ordigni della RWM venduti all' Arabia saudita.   Ora sono indagati due funzionari del Ministero degli Esteri,   ma anche i ministri Pd Gentiloni e Pinotti dichiararono pubblicamente cose false sulle vendite RWM .   La Pinotti disse che la ditta era tedesca, e quindi di conseguenza non doveva rispettare la 185,    Gentiloni affermò invece che non ci erano embarghi internazionali, e per questo l' Italia non poteva fare niente, ma la 185 è una legge nazionale che controlla la vendita di armi e può bloccarla indipendentemente o meno da embarghi internazionali.   Indagare un funzionario ha senso se l' allora premier, e in precedenza ministro degli Esteri, Gentiloni affermava che ...

A Roma i 15 paesi dell' Asse delle guerre in Medioriente

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A Roma i 15 ministri dell'Asse delle guerre in Medioriente Oggi si incontrano a Roma 15 ministri della Difesa, l'incontro è presentato come della coalizione anti Daesh. Sono poi gli eredi della coalizione "Amici della Siria", un misto di paesi Nato e del Golfo, che per anni in Siria hanno appoggiato gruppi armati jihadisti, anziché combattere Daesh. Da Wikipedia i paesi della coalizione anti Daesh 1 Coalizione a guida statunitense 1.1 Stati Uniti d'America 1.2 Francia 1.3 Regno Unito 1.4 Australia 1.5 Canada 1.6 Paesi Bassi 1.7 Belgio 1.8 Danimarca 1.9 Germania 1.10 Italia 1.11 Spagna 1.12 Portogallo 1.13 Arabia Saudita 1.14 Emirati Arabi Uniti 1.15 Bahrein 1.16 Qatar 1.17 Giordania 1.18 Marocco

L.Vita (IlManifesto): la missione in Libia viola il divieto di respingimenti

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Il Titolo che ho messo al post è la segnalazione, molto più adeguata del titolo nella pagina interna, sulla prima pagina del manifesto dell' articolo posto all'interno del giornale. M.P. Missione senza tetto (costa 7 milioni) né legge internazionale La missione Gentiloni.  Il costo dell'invio di navi militari italiane in Libia non sarà inferiore a Mare Nostrum ma molto più pasticciata Liana Vita EDIZIONE DEL 30.07.2017 IL MANIFESTO Innanzitutto serve un ripasso di diritto internazionale. Il principio di non-refoulement così come enunciato nella Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati del 1951 non lascia margini interpretativi: l’obbligo di non inviare un rifugiato, o un richiedente asilo, in un paese dove potrebbe essere a rischio di persecuzione, non è soggetto a restrizioni territoriali. Se non bastasse, una esplicita norma sul non respingimento è contenuta nell’art. 3 della Convenzione contro la tortura del 1984, che proibisce il...

No alle scelte del governo di guerra Pinotti-Gentiloni. E' necessaria un' altra politica estera.

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La ministra della Difesa Pinotti, dopo un colloquio con il suo collega USA generale Mattis, ha svelato che militari italiani potrebbero essere inviati a Raqqa in Siria, nonostante il parere contrario del legittimo governo siriano da 6 anni sotto attacco dell'Isis e di nemici vari. Ha spiegato inoltre che la nostra presenza militare in Afghanistan e Iraq sarà ristrutturata con un probabile aumento dei militari impegnati, il tutto mentre gli USA ci hanno chiesto un impegno maggiore in Libia dove gia' 300 militari italiani, quello italiano è l' unico esercito straniero presente nel paese, stanno gestendo un ospedale militare a Misurata e presidiando la zona. L'impiego dei militari italiani in paesi in guerra e' “ per la pace ".  “ Per sostenere la nostra economia” invece vendiamo armi all'Arabia Saudita, usate poi per bombardare in Yemen, agli altri paesi del Golfo e a molti altri. L'export italiano di armi e' passato da poco meno di 3 milia...

La fuga della ministra Pinotti a domande su Libia, Siria e bombe italiane che uccidono in Yemen

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La ministra della Difesa Pinotti fugge davanti a domande della giornalista Marinella Correggia sulla Libia, la Siria e le bombe italiane vendute all' Arabia s. che in Yemen fanno stragi di civili Un video ha ripreso la scena https://www.youtube.com/watch?v=zykCuXDD2fU

Armi italiane all' Arabia s., indaga anche procura di Cagliari

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La Procura di Cagliari indaga sugli armamenti della Rwm Italia  che da Domusnovas partono alla volta dell’Arabia Saudita. La notizia riservata è stata appresa da  Sardinia Post  da fonti attendibili. Il fascicolo aperto in Piazza Repubblica si aggiunge all’ inchiesta  del pm bresciano  Fabio Salomone  – al momento contro ignoti – sulla presunta violazione della  legge italiana sull’export di armamenti , che  vieta la vendita di armi ai paesi in stato di conflitto  qual è oggi l’Arabia Saudita. Dall’aprile 2015, infatti, i sauditi guidano una coalizione di stati arabi nella feroce guerra dello Yemen. A pagare le conseguenze dei bombardamenti è soprattutto la popolazione civile: secondo le ultime stime, sarebbero oltre 4000 i civili morti in un anno e mezzo di combattimenti. Eppure, nonostante la denuncia da parte dell’Onu di  numerose violazioni del diritto internazionale  commesse dalla coalizione a guida saudita, che no...

Sabato 29 ottobre 2016,pacifisti davanti alla RWM Italia SpA:"Basta fabbricare bombe, riconvertiamo la fabbrica"

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La Nuova Sardegna Tamara Peddis DOMUSNOVAS. «Basta con la guerra che distrugge, con la fabbricazione di bombe anche se produce lavoro. Un lavoro di questo tipo non può essere utile a nessuno, chiediamo di riconvertire lo stabilimento per usi civili». Le associazioni della Tavola Sarda della Pace dicono no alla fabbrica tedesca di armamenti alla periferia di Domusnovas, la Rwm, specializzata nella produzione di bombe che sarebbero dirette nell'Arabia Saudita e poi utilizzate nello Yemen dove è in corso una terribile guerra. Le associazioni hanno organizzato la manifestazione davanti allo stabilimento chiuso, ma circondato da un rilevante spiegamento di forze dell'ordine schierate e pronte a intervenire per evitare disordini che fortunatamente non si sono verificati. Una manifestazione pacifica nel piazzale antistante la fabbrica circondata da decine di bandiere, manifesti e striscioni "no guerra, no basi", "liberi dalle armi", "blocchiamo la ...

Lettera ai giornali. Vendita armi, la legge 185/90 è un vincolo italiano.

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Il 26 ottobre il ministro degli Esteri Gentiloni ha risposto ad una interrogazione del M5S sulla vendita di armi all' Arabia saudita sostenendo che tale commercio è legale, in quanto "l' Arabia saudita non è oggetto di alcun embargo, sanzione o restrizione nel settore internazionale delle vendite di armamenti ". Ma in Italia il commercio di armi è regolato anche dalla legge 185/90 che pone ulteriori vincoli oltre alle eventuali restrizioni di ONU o UE. La Magistratura italiana sta valutando le forniture di armi all'Arabia s. degli ultimi mesi e giudicherà se sono compatibili con la legge 185/90. Questa infatti prevede il divieto di vendere armamenti a paesi in guerra, ma con alcune eccezioni. Il ministro non può però essere reticente sul fatto che la legge 185/90 è un vincolo al commercio di armi indipendente dalle istituzioni internazionali, ed eventualmente può vietare operazioni permesse in altri paesi. L'omissione del ministro merita di ess...

Pinotti e Gentiloni,terzi alle primarie di Genova e Roma,adatti a nascondere politiche di guerra?

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La ministra della Difesa Pinotti fu sconfitta nel 2012 a Genova alle primarie del centrosinistra arrivando terza, con il 23% dei voti, dopo l' attuale sindaco Doria di Sel e la sindaca uscente Vincenzi. Il ministro degli Esteri Gentiloni nel 2013 arrivò terzo nelle primarie di Roma del centrosinistra dopo Ignazio Marino e Sassoli, e prese attorno al 10% Perdere le primarie non è una colpa, ma se ricordiamo anche che la Pinotti nel 2015 ipotizzò l' invio 5.000 militari italiani in Libia, fu smentita da Renzi e il M5S chiese le dimissioni, che nel maggio 2016 fu accusata dal sito Dagospia, querelato, di aver ricevuto ricchi regali in Kuwait in occasione della firma di un accordo commerciale per vendita di cacciabombardieri, che in occasione della vicenda delle armi italiane vendute in Arabia saudita ha dichiarato a Repubblica tv tre cose false, - "armi non italiane" - "risoluzione ONU autorizza intervento militare dell' Arabia saudita" ...

"Non mi sento italiano"davanti al Vittoriano.

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Due belle foto che un fotografo di passaggio, che credevo presente per la manifestazione No Renzi Day, mi ha gentilmente fatto il 22 ottobre in piazza Venezia ed inviato poi per email. Ricordo che dal 21 ottobre a fine mese sono state lanciate, in Italia dalla Rete No War, le dieci Giornate di azione per lo Yemen. Lo Yemen è uno dei più poveri paesi del mondo dove l'Arabia saudita bombarda pesantemente utilizzando anche armi italiane. Tutti sono invitati a dare il loro contributo, in un post su questo blog sono indicati i dettagli delle Giornate di azione per lo Yemen. Marco

Armi italiane, morti yemenite:"Io non mi sento italiano". Giorgio Gaber, 2003

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Il mio cartello al No Renzi Day Roma, 22 ottobre Armi italiane Morti yemenite “ Io non mi sento italiano” Giorgio Gaber, 2003 Rete No War – Circolo Pietro Gori Qui potete ascoltare la canzone di Giorgio Gaber, che ha dato il nome al suo ultimo album, uscito postumo nel 2003. https://www.youtube.com/watch?v=aidnX13K8mk Qui potete trovare anche la traduzione francese del testo, oltre alla versione italiana  https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=39805 Io G. G. sono nato e vivo a Milano. Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono. Mi scusi Presidente non è per colpa mia ma questa nostra Patria non so che cosa sia. Può darsi che mi sbagli che sia una bella idea ma temo che diventi una brutta poesia. Mi scusi Presidente non sento un gran bisogno dell'inno nazionale di cui un po' mi vergogno. In quanto ai calciatori non voglio giudicare i nostri non lo sanno o hanno più pudore. Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtro...

Fermare la guerra in Yemen - La rete No War in piazza dal 21 ottobre

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da  www.altreconomia.it Da domani a fine mese le “Giornate internazionali di azione sullo Yemen”. Sono oltre 2,4 milioni gli sfollati interni nel Paese bombardato da 19 mesi dalla coalizione a guida saudita. Che utilizza anche “bombe” fabbricate in Italia. Dopo diciannove mesi di bombardamenti, il 10 per cento della popolazione yemenita, cioè oltre 2,4 milioni di persone, viva la condizione di “sfollato interno”. Ha perso la propria abitazione, la propria sicurezza: ogni speranza verso il futuro dipende dalle scelte di un gruppo di Stati a guida saudita, quelli che portano avanti contro questa unica repubblica della Penisola araba “una guerra di aggressione dai risultati apocalittici”, che ha portato il movimento contro la guerra ad indire -dal 21 ottobre a fine mese- le “Giornate internazionali di azione sullo Yemen”. Sono oltre seimila le vittime dei bombardamenti aerei, con aerei e armi occidentali, centinaia di migliaia di bambini malnutriti a causa del blocco navale, e...