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Visualizzazione dei post con l'etichetta Iran

Roma, dal palco contro la guerra- siriano pro ribelli: "..un maledettissimo generale iraniano.."

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Non faccio un resoconto esauriente, vorrei solo che fosse diffusa la registrazione dei primi quattro interventi dell' iniziativa Spegniamo la guerra accendiamo la pace a Roma. La mia impressione è che le parole siano state soprattutto rivolte a sostenere le opposizioni irachene e iraniane che hanno protestato nelle ultime settimane.e contro gli attuali governi siriano e iraniano. Ma non voglio essere creduto, vorrei solo che fosse diffusa la registrazione degli interventi che hanno aperto la manifestazione Il primo intervento è stato di Fabio Alberti a nome di un Ponte per, il secondo di un dirigente dell' ANPI, il terzo di una oppositrice al governo iraniano che fino al quel momento aveva disturbato con alcuni amici  un giornalista iraniano, che da anni racconta dalla piazza le manifestazioni per la pace che altri ignorano Dal palco, senza che nessuno degli organizzatori si dissociasse, l' attivista ha detto che il giornalista era presente per f...

Trump-Ryad alleati contro clima e Iran, ma eco e pax non si alleano più, per ora

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La crisi di questi giorni con Stati Uniti, Arabia Saudita da una parte e Iran dall’ altra, non è un fulmine a ciel sereno ma un tuono molto forte di un temporale che si sta avvicinando da tempo.   La rivalità tra Arabia saudita ed Iran è storica, e Ryad, con il 20% delle riserve mondiali di greggio, nei 40 anni dopo la rivoluzione che ha cacciato lo Scià, per merito degli embarghi a Theran e Iraq che insieme hanno anche loro il 20% delle riserve mondiali, e grazie all’ alleanza stretta con gli USA, ha potuto gestire come voleva il mercato mondiale, vendendo una quantità di greggio molto superiore a Iraq e Iran ai prezzi desiderati. Gli Stati Uniti, dopo l’ elezione di Trump, sono poi usciti dall’ accordo sul nucleare iraniano con motivazioni deboli ed hanno imposto nuove sanzioni all’ Iran anche al resto del mondo, soprattutto l’ UE, che invece continua a ritenere valido l’ accordo ma non si è opposto con la necessaria forza alle nuove sanzioni USA e ora nello scontro...

Michele Giorgio su summit USA anti Iran in Polonia,13-14 febbraio

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Dal manifesto 22 gennaio 2019 Michele Giorgio La mano pesante Netanyahu intende usarla in vista anche della conferenza internazionale incentrata sul Medio oriente annunciata lo scorso 11 gennaio dal segretario di Stato Usa, Michael Pompeo in un’intervista rilasciata alla Fox News. L’incontro in realtà non affronterà le varie crisi mediorientali. Il tema sarà pressoché unico: la “minaccia iraniana”.  Si terrà a Varsavia il 13-14 febbraio a livello di ministri degli esteri e sono stati invitati i rappresentanti di 70 paesi, alcuni dei quali arabi, in particolare le monarchie sunnite schierate contro Tehran e alleate di Washington. Accanto a loro troverà posto Netanyahu, a rappresentare quell’alleanza dietro le quinte (e neanche più tanto) tra alcuni paesi arabi, con in testa l’Arabia saudita, e lo Stato ebraico in funzione anti-Iran di cui Netanyahu parla da almeno tre anni. Della “Nato araba”, alla quale Pompeo spera di dare vita, Israele ovviamente non può ...

MBS, Cop24, sanzioni all' Iran: verso la fine dell' era del petrolio

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Il cordiale saluto al G 20 tra Putin e il principe saudita Bin Salman Arabia saudita, Cop24, sanzioni all' Iran Tre grandi temi, che in queste settimane occupano molto spazio sui media, hanno in comune tra loro un elemento: la presenza centrale dei combustibili fossili, soprattutto del petrolio. Non è una scoperta di oggi l' importanza del petrolio nelle relazioni internazionali, ma la novità cruciale è che i prossimi due o tre decenni vedranno molto probabilmente l' inizio del calo del suo utilizzo. La previsione più attendibile viene dall' Iea, l' agenzia energetica dei paesi OCSE, che nell' ultimo rapporto 2018 ipotizza il 2040 come anno in cui il nostro pianeta toccherà il massimo della domanda petrolifera. I paesi OCSE sono già vicinissimi al loro picco di domanda e gli USA, primi consumatori mondiali, e la nostra Italia, hanno già iniziato a diminuire sensibilmente la quantità di petrolio utilizzata. Attorno al 2025 dovrebbe arrivare il picco ...

Il prezzo del greggio perde il 9% in 5 giorni solo per una mossa dell' amministrazione Trump

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La scelta dell' amministrazione Trump di tornare alle sanzioni all' Iran e di esentare da queste 8 paesi, comunicando questa seconda mossa in modo quasi improvviso dopo che erano molto salite le quotazioni del greggio, ha provocato una rapida discesa del prezzo del petrolio, e questa settimana il calo è stato del 9%, sostanzialmente identico per il Brent del Mare del Nord e per il WTI statunitense. L' oscillazione di prezzo ha portato lo spostamento di enormi risorse finanziarie in tutto il mondo. Qualcuno avrà guadagnato molto, altri avranno perso, a seconda dei tempi erano stati effettuati i loro investimenti sul petrolio o le loro dismissioni. Tutto questo sta succedendo solo per la mossa del governo di un paese che rappresenta circa il 5% della popolazione mondiale. Non azzardo davvero ipotesi di nessun tipo, segnalo però la vicenda, che comunque dimostra che negli ultimi anni si è rotto l' equilibrio nel mercato del greggio che sta oscillando moltissimo....

USA esentano l'Italia dalle sanzioni all'Iran in cambio di F-35, Muos e Tap ?

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Foto dal sito del M5S siciliano Secondo l' agenzia di stampa Associated Press L' Italia potrebbe essere esentata dalle sanzioni all' Iran che Trump annuncia il 5 novembre. In queste settimane, scrive Marco Galluzzo sul Corriere della Sera, c'è una pressione dell' amministrazione Trump verso il governo italiano su alcune scelte che interessano molto gli USA come il  Muos e il Tap. Questa mattina a Radio Radicale Marco Cappato nella rassegna stampa ha citato un quotidiano del quale non ho colto il nome che avrebbe messo in relazione l' esenzione dell' Italia dalle sanzioni all' Iran con l' allineamento del governo Conte agli USA sulle importanti questioni Muos, F-35, Tap. Io non credo che l' Italia sarà esentata dalle sanzioni all' Iran, perchè sarebbe una conferma troppo evidente di una avvenuta rottura del governo Conte con gli altri paesi dell' Unione Europea e del legame stretto del governo lega Movimento5Stelle con l' ammi...

Petrolio. "Boom" Iran; record di export a febbraio; produzione 2016 +1mb/g. In crisi l'accordo Opec-non Opec.

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L’ andamento del mercato petrolifero degli ultimissimi anni rappresenta probabilmente una crisi dello stesso e l’ abbondanza di offerta di greggio non è un segnale positivo, la prova che non ci saranno problemi di produzione in futuro, ma un sintomo negativo, la conseguenza della rottura dell’ equilibrio del mercato.  I media spiegano la situazione solo con lo sviluppo dello shale gas USA, ma la congiuntura attuale è determinata anche da altri processi in corso e il cambiamento in atto potrebbe essere il più radicale di tutta l’ era del petrolio. Il crollo del prezzo nell’ ultimo fine settimana Negli ultimi giorni, dopo i dati settimanali sulle scorte USA che continuano a crescere, il prezzo del greggio è crollato di oltre il 7% e l’ accordo per il taglio di produzione tra Opec e 11 paesi non Opec appare ormai in tutta la sua fragilità, molto di immagine e di propaganda e poco di sostanza. Il giorno precedente l’Iea, Agenzia energica dei paesi OCSE, aveva ammon...

Il futuro di Iran-Iraq e il declino dei paesi non Opec

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La produzione petrolifera complessiva dei paesi non Opec, oggi 62 mb/g su 95 mb/g totali, inizierà a diminuire entro pochi anni o addirittura entro pochi mesi. Contemporaneamente crescerà la percentuale di mercato dell’ Opec che ha il 66% delle riserve accertate mondiali e soprattutto aumenterà l’ importanza strategica di Iran e Iraq che insieme hanno il 20% delle riserve mondiali, producono oggi circa l’ 8% della produzione globale e negli ultimi decenni non hanno sfruttato al meglio le proprie risorse a causa di sanzioni internazionali. C’ è oggi un’ abbondanza di petrolio come mai era successo nei decenni precedenti ? E’ vero che oggi c’è un’ offerta di petrolio superiore alla domanda, ma è sempre esistita una capacità di produrre petrolio in misura superiore a quanto richiedesse il mercato e l’ Opec, composta da tredici paesi grandi produttori, dalla sua fondazione ha sempre gestito le proprie  risorse in modo da tenere in equilibrio l’ offerta con la domanda e a...

Tensioni tra USA e Iran-Iraq. Effetto Trump anche sul prezzo del petrolio ?

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Attorno alle ore 14.00 di venerdì 3 febbraio il petrolio Brent è quotato 56,60 $/b, il WTI 53,60 $/b. Le quotazioni avevano avuto un picco dopo l' annuncio dell' accordo tra paesi Opec e non Opec per tagliare la produzione, erano poi scese e si erano attestate al 20 gennaio, in concomitanza con l' inizio ufficiale della presidenza Trump, attorno a 54,60 $/b il Brent e 51,60 $/b il WTI. In queste ore stanno nuovamente crescendo e sono tornate vicino alle quotazioni più alte degli ultimi mesi. Tutto questo mentre sono tesi i rapporti tra Iraq e Iran, grandi produttori, e gli Stati Uniti di Donald Trump. I due paesi hanno visto il blocco USA all' ingresso nel paese dei loro cittadini, ed hanno applicato il principio di reciprocità, bloccando a loro volta l' ingresso ai cittadini statunitensi. Iran e Iraq producono tra i 7 e 8 milioni di barili il giorno, meno del 10% della produzione mondiale, ma hanno più del 20% delle riserve accertate mondiali, e, a causa...

L'Iran illustra ad Assad il suo piano di pace per la guerra in Siria

Giovedì 12 agosto il ministro degli esteri iraniano Mohammad Jovad Zarif ha incontrato a Damasco il presidente siriano Assad. Nell' incontro, secondo Rainews24, avrebbero parlato di un piano di pace in quattro punti che l' Iran proporrà alle fazioni siriane in conflitto, questi i passaggi del percorso proposto: -Cessate il fuoco -Governo di unità nazionale -Revisione della Costituzione -Elezioni con osservatori internazionali Il ministro iraniano ha definito positivo il colloquio. Ha poi spiegato che il piano vuole aiutare "il legittimo diritto del popolo siriano alle riforme e a decidere il proprio futuro" e che tutte le forze regionali devono unirsi per sconfiggere il terrorismo e il settarismo. Il giorno precedente Zarif aveva incontrato a Beirut (Libano) il leader degli Hezbollah Hassan Nashrallah. Intanto le forze siriane che gli Stati Uniti hanno armato ed addestrato, dichiarando che avrebbero dovuto combattere l' Isis, si sarebbero rifiutate...